L’ape, l’anfora, il biscotto

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L'APE, L'ANFORA, IL BISCOTTO

(Sri Ramakrishna – Il libro degli esempi – Gribaudi Editore)

Quante discussioni si son fatte e si fanno ancora su Dio… "Tu che ne pensi?", chiese un giorno un discepolo al grande maestro Sri Ramakrishna.

"Vedi quell’ape?" rispose il maestro. – "Senti il suo ronzìo? Esso cessa quando l’ape ha trovato il fiore e ne succhia il nettare. Vedi quest’anfora? Ora vi verso dell’acqua. Ne senti il glu-glu? Cesserà quando l’anfora sarà colma. Ed ora osserva questo biscotto che pongo crudo nell’olio. Senti come frigge e che rumore fa? Quando sarà ben cotto tacerà. Cos’ è degli uomini. Sinché discutono e fanno del gran rumore su Dio, è perché non l’hanno trovato. Chi l’ha trovato tace adorando".

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I tre setacci

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I TRE SETACCI

(Socrate)

Nell'antica Grecia Socrate aveva una grande reputazione di saggezza. Un giorno venne qualcuno a trovare il grande filosofo, e gli disse:

– Sai cosa ho appena sentito sul tuo amico?
– Un momento – rispose Socrate. – Prima che me lo racconti, vorrei farti un test, quello dei tre setacci.
– I tre setacci?
– Sì. – continuò Socrate. – Prima di raccontare ogni cosa sugli altri, è bene prendere il tempo di filtrare ciò che si vorrebbe dire. Lo chiamo il test dei tre setacci. Il primo setaccio è la verità. Hai verificato se quello che mi dirai è vero?
– No… ne ho solo sentito parlare…
– Molto bene. Quindi non sai se è la verità. Continuiamo col secondo setaccio, quello della bontà. Quello che vuoi dirmi sul mio amico, è qualcosa di buono?
– Ah no, al contrario!
– Dunque, – continuò Socrate, – vuoi raccontarmi brutte cose su di lui e non sei nemmeno certo che siano vere. Forse puoi ancora passare il test, rimane il terzo setaccio, quello dell'utilità. E' utile che io sappia cosa mi avrebbe fatto questo amico?
– No, davvero.
– Allora, – concluse Socrate, – quello che volevi raccontarmi non è né vero, né buono, né utile; perché volevi dirmelo?

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Il bue e l’asino

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bue asino

IL BUE E L'ASINO

Mentre Giuseppe e Maria erano in viaggio verso Betlemme, un angelo radunò tutti gli animali per scegliere i più adatti ad aiutare la Santa Famiglia nella stalla.

Per primo, naturalmente, si presentò il leone. "Solo un re è degno di servire il Re del mondo – ruggì – io mi piazzerò all'entrata e sbranerò tutti quelli che tenteranno di avvicinarsi al Bambino!". "Sei troppo violento" disse l'angelo.

Subito dopo si avvicinò la volpe. Con aria furba e innocente, insinuò: "Io sono l'animale più adatto. Per il figlio di Dio ruberò tutte le mattine il miele migliore e il latte più profumato. Porterò a Maria e Giuseppe tutti i giorni un bel pollo!". "Sei troppo disonesta", disse l'angelo.

Tronfio e splendente arrivò il pavone. Sciorinò la sua magnifica ruota color dell'iride: "Io trasformerò quella povera stalla in una reggia più bella del palazzo di Salomone!". "Sei troppo vanitoso", disse l'angelo.

Passarono, uno dopo l'altro, tanti animali ciascuno magnificando il suo dono. Invano.

L'angelo non riusciva a trovarne uno che andasse bene. Vide però che l'asino e il bue continuavano a lavorare, con la testa bassa, nel campo di un contadino, nei pressi della grotta.

L'angelo li chiamò: "E voi non avete niente da offrire?". "Niente – rispose l'asino e afflosciò mestamente le lunghe orecchie – noi non abbiamo imparato niente oltre all'umiltà e alla pazienza. Tutto il resto significa solo un supplemento di bastonate!".

Ma il bue, timidamente, senza alzare gli occhi, disse: "Però potremmo di tanto in tanto cacciare le mosche con le nostre code".

L'angelo finalmente sorrise: "Voi siete quelli giusti!".

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La vecchia anfora

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LA VECCHIA ANFORA

Ogni giorno, un contadino portava l'acqua dalla sorgente al villaggio in due grosse anfore che legava sulla groppa dell'asino, che gli trotterellava accanto.

Una delle anfore, vecchia e piena di fessure, durante il viaggio, perdeva acqua.

L'altra, nuova e perfetta, conservava tutto il contenuto senza perderne neppure una goccia.

L'anfora vecchia e screpolata si sentiva umiliata e inutile, tanto più che l'anfora nuova non perdeva l'occasione di far notare la sua perfezione: "Non perdo neanche una stilla d'acqua, io!".

Un mattino, la vecchia anfora si confidò con il padrone: "Lo sai, sono cosciente dei miei limiti. Sprechi tempo, fatica e soldi per colpa mia. Quando arriviamo al villaggio io sono mezza vuota. Perdona la mia debolezza e le mie ferite".

Il giorno dopo, durante il viaggio, il padrone si rivolse all'anfora screpolata e le disse: "Guarda il bordo della strada".
"E' bellissimo, pieno di fiori".

"Solo grazie a te", disse il padrone. "Sei tu che ogni giorno innaffi il bordo della strada. Io ho comprato un pacchetto di semi di fiori e li ho seminati lungo la strada, e senza saperlo e senza volerlo, tu li innaffi ogni giorno…".

Siamo tutti pieni di ferite e screpolature, ma se lo vogliamo, Dio sa fare meraviglie con le nostre ímperfezioni.

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Il funambolo

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funambolo

IL FUNAMBOLO

C'era una volta un celebre funambolo. Tutti riconoscevano la sua stupefacente abilità: nessuno ricordava di averlo mai visto vacillare o cadere.

Un giorno, il circo dove il funambolo lavorava si trovò in serie difficoltà finanziarie.

Il direttore propose al funambolo di alzare il filo e di aumentare la distanza del percorso per attirare più gente.

I lavoratori del circo avevano posto tutta la loro fiducia nel loro funambolo ed erano sicuri di ottenere un successo strepitoso.

Rivolgendosi ai suoi compagni di lavoro, il funambolo chiese loro: "Siete sicuri che ci riuscirò?".

Tutti risposero: "Abbiamo fiducia in te e siamo assolutamente certi che ci riuscirai".

L'esibizione del funambolo fu un grande successo. Ogni giorno la gente faceva la coda al botteghino del circo per assistere allo straordinario spettacolo di abilità e di coraggio.

Dopo un anno di successo, il direttore volle procurare al circo una maggiore risonanza e propose al funambolo una prestazione eccezionale per attirare ancora più gente. Propose di sistemare un cavo d'acciaio da una riva all'altra di una cascata vertiginosa e di invitare tutta la gente della regione, i giornalisti e le televisioni per quella esibizione senza precedenti.

Tutti i membri del circo rinnovarono la loro fiducia al funambolo. Questi non esitò e accettò la sfida.

Già pronto per la pericolosissima traversata sull'esile filo, chiese ancora una volta a tutti i compagni se erano sinceri nell'affermare una fiducia illimitata in lui.
"Sì!", gridarono tutti senza eccezione.

Il funambolo partì e l'impresa riuscì perfettamente, con tutti gli spettatori in delirio.

Improvvisamente il funambolo alzò una mano e chiese di parlare.
"La vostra fiducia in me è grandissima", disse.
"Certo", proclamò uno del circo a nome di tutti.

"Allora, vi voglio proporre una prodezza ancora più straordinaria!".

"Magnifico! Dicci che cos'è. La nostra fiducia in te è sconfinata: qualunque cosa proponi, accetteremo!".

"Propongo di camminare con una carriola su questo cavo d'acciaio e di fare il viaggio di andata e ritorno. Siccome la vostra fiducia nella mia abilità è senza limiti, chiedo a uno di voi di salire sulla carriola per fare con me la traversata".

Nessuno volle salire.

Gesù salì su una barca e i suoi discepoli lo accompagnarono. improvvisamente sul lago si scatenò una grande tempesta, e le onde erano tanto alte che coprivano la barca. Ma Gesù dormiva. i discepoli si avvicinarono a lui e lo svegliarono gridando: "Signore, salvaci! Stiamo per morire!".

Gesù rispose: "Perché avete paura, uomini di poca fede?" (Matteo 8,23-26).

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Quale dei due?

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aborto

QUALE DEI DUE?

Una donna preoccupata va dal suo ginecologo e gli dice: “Dottore, ho un problema serio e un disperato bisogno del suo aiuto! Il mio bambino non ha nemmeno un anno di età e io sono di nuovo incinta. Non posso prendermi cura di due bambini”. Il medico allora le dice:  “Ok, cosa vuole che io faccia?”

E la donna: “Voglio mettere fine alla mia gravidanza e conto sul suo aiuto”.

Il medico ci pensa per un po' e dopo un po' di silenzio, dice alla signora: “Credo di avere una soluzione migliore per il suo problema. E’ meno pericoloso anche per lei”.

La donna sorride, pensando che il medico abbia accettato la sua richiesta.

Poi il dottore prosegue: “Vede, perché lei non debba prendersi cura di due bambini allo stesso tempo la cosa migliore da fare è uccidere quello che ha tra le braccia. In questo modo, potrà anche riposarsi un po’ prima che l’altro nasca. Se proprio dobbiamo ucciderne uno dei due, non importa quale sia e inoltre uccidendo quello che ha in braccio per lei non ci sarebbe alcun rischio”.

La signora inorridita risponde: “No dottore! Che cosa terribile! E 'un crimine uccidere un bambino!”

“Sono d'accordo con lei”, risponde il dottore. “Ma mi sembrava che fino a qualche istante fa lei fosse dell’opinione opposta!”

L'amore dice: “Mi sacrifico per il bene della persona”. L’ aborto dice: “Io sacrifico l'altra persona per il bene di me stesso”.

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Una collana di perle

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perle

UNA COLLANA DI PERLE

Una bimba di 5 anni al mercato con la mamma vede una collana di perle.

"Me la compri mamma, me la compri?" La madre rispose, "Dovrai fare lavoretti in casa, ti pagherò e quando avrai abbastanza dollari la comprerai."

Ha lavorato e aspettato con ansia, e grande fu la sua gioia di avere quella collana di perle. La madre la avverti di non bagnarla altrimenti avrebbe cambiato colore.

La bambina aveva un padre amorevole e ogni sera abbandonava tutto per leggere una storiella mentre lei andava a letto a dormire.

Una notte dopo avere letto la storia chiese alla bambina, "Mi ami?" "Sì papa’, tu lo sai che ti amo!" "Allora dammi la tua collana di perle, "

"No papa’ non le perle, prenditi il cavallo con la coda rosa che mi hai regalato tu, è il mio favorito."

"Non ti preoccupare tesoro, papà ti ama, buonanotte." E le diede un bacio.

Una settimana dopo il papà dopo aver letto la storia richiede alla bambina. "Mi ami?" "Sì papà, tu lo sai che ti amo!" "Allora dammi la tua collana di perle, "

"No papà. le perle no, ma ti puoi prendere la mia bambola che ho ricevuta come regalo per il mio compleanno, con tutti i vestiti."

"Non importa, dormi bene, Dio ti benedica piccolina. Papà ti ama." E la lasciò con un bacio.

Alcune notti dopo, quando suo padre entrò trovò la bambina seduta sul letto; suo padre notò che tremava e una lacrima scorreva sul suo viso.

"Cosa c’è? Perché piangi?"

La bambina non disse nulla, alzò la sua manina verso suo padre. Quando l’aprì c’era una collana di perle, e finalmente disse, " Tieni papà, è per te."

Con lacrime che si preparavano negli occhi, il padre prese la collana di perle false con una mano, mentre con l'altra tirò fuori dalla tasca una collana di perle vere per darle alla sua bambina.

L’aveva lì da tanto tempo, aspettava che lei gli desse le perle false che tanto amava prima di darle le perle vere.

Così è il nostro Padre Celeste, aspetta che ci liberiamo dalle cose cui siamo attaccati nella vita, per darci un tesoro ancora più prezioso.

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Orme sulla sabbia

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perché pregare

ORME SULLA SABBIA

Questa notte ho fatto un sogno,

ho sognato che ho camminato sulla sabbia

accompagnato dal Signore,

e sullo schermo della notte erano proiettati

tutti i giorni della mia vita.

Ho guardato indietro ed ho visto che

ad ogni giorno della mia vita, proiettati nel film,

apparivano orme sulla sabbia:

una mia e una del Signore.

Cosi sono andato avanti, finchè

tutti i miei giorni si esaurivano.

allora mi fermai guardando indietro,

notando che in certi posti

c'era solo un'orma…

questi posti coincidevano con i giorni

più difficili della mia vita;

i giorni di maggior angustia,

di maggior paura e di maggior dolore…

ho domandato allora:

"Signore, Tu che avevi detto che saresti stato

con me in tutti i giorni della mia vita,

ed io ho accettato di vivere con te,

ma perché mi hai lasciato solo proprio in quei momenti difficili?

il Signore rispose:

"FIGLIO MIO ,IO TI AMO E TI DISSI CHE SAREI STATO CON TE DURANTE LA CAMMINATA E CHE NON TI AVREI LASCIATO UN ATTIMO SOLO… I GIORNI IN CUI HAI VISTO UNA SOLA ORMA SULLA SABBIA, SONO STATI I GIORNI IN CUI TI HO PORTATO IN BRACCIO!!"

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Ecco, io sto alla porta e busso

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ecco io sto alla porta

ECCO, IO STO ALLA PORTA E BUSSO…

Un sacerdote disse una sera al sacrestano della sua chiesa: "Hai notato quel vecchio mal vestito che, ogni giorno verso mezzogiorno, entra in chiesa e ne esce quasi subito? Lo sto sorvegliando dalla finestra del presbiterio. Questo mi preoccupa un po', perché nella chiesa ci sono oggetti di valore. Vedi di interrogarlo".

A partire dal giorno seguente il sacrestano attese il nostro visitatore e l'abbordò: "Amico, che cosa le prende di venire ogni giorno a quest'ora in chiesa?", "Vengo a pregare", disse con calma l'uomo anziano.

"Andiamo… Non fa altro che andare fino all'altare e poi torna indietro.."

"E' vero – rispose il povero vecchio – io non so fare una preghiera lunga; allora vengo ogni giorno e gli dico semplicemente:<<Ciao, Gesù… sono Simone..>>, è una preghiera breve, ma sento che Egli mi ascolta".

Poco tempo dopo il vecchio Simone fu investito da un autocarro e curato all'ospedale. "Lei ha sempre un'aria felice, nonostante le sue disgrazie…"- gli disse un giorno un'infermiera.

– Come non lo dovrei essere? Lei deve sapere… è a causa del mio visitatore…

– Il suo visitatore? – riprese l'infermiera stupita – Non ne vedo mai! E quando viene?

– Tutti i giorni a mezzogiorno, rimane qui ai piedi del mio letto e mi dice "Ciao, Simone…sono Gesù!"

Avvicinatevi a Dio ed egli si avvicinerà a voi.

"Ecco io sto alla porta e busso; se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò e cenerò con lui ed egli con me."

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L’orchestra e l’ottavino

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perché pregare

L'ORCHESTRA E L'OTTAVINO

E' la storia di una orchestra famosa, conosciuta da tutti perché la loro musica era perfetta, speciale, unica, suonava melodie celestiali.

In ogni posto dove suonava, c'era sempre tanta gente che andava ad ascoltare questa musica fantastica. Era una orchestra grandissima, tanti suonatori, ogni strumento era lì a formare una perfetta armonia… c'erano arpe, violini, trombe, flauti, violoncelli…di tutto…tra questi ce n'era uno piccolo, più piccolo di una penna, si nascondeva tra le mani…l'ottavino, un piccolissimo strumento che emette un suono dolce e leggero..

Ogni giorno l'orchestra faceva le prove per il concerto… un giorno erano tutti lì e i musicisti iniziarono a suonare…l'ottavino cominciò ad emettere il suo dolce suono, ma lì dove era messo in un angolo tra tutti gli altri strumenti, non si sentiva…il musicista cominciò a sentirsi inutile, aveva uno strumento che c'era o meno era per lui la stessa cosa…cominciò a pensare di non voleva più suonare…

Una sera preparandosi per il concerto, il musicista penso: "non suonerò più, quando saremo tutti pronti a partire io farò finta di suonare, tanto nessuno lo noterà".

Il concerto inizia, i musicisti si preparano, iniziano a suonare…..tutti suonano…in un angolo ecco il nostro musicista…è lì e fa finta di suonare..

Il maestro ad un certo punto ferma l'orchestra, si dirige dal musicista e gli chiede: "perché non stai suonando? Io non sento il suono dolce dell'ottavino.."

Il musicista si sentì piccolo e intimidito gli rispose: "maestro… che ci faccio io qui, il mio strumento è piccolo e insignificante rispetto agli altri… mi sono sentito inutile.."

Ma il maestro gli rispose: "Questa sera quando l'orchestra ha iniziato a suonare, io non ti ho sentito, mancava il suono del tuo strumento, le melodie erano incomplete…anche tu con questo piccolo strumento sei parte essenziale dell'orchestra per suonare delle splendide melodie…..SUONA!!"

Ci sono dei momenti nella nostra vita che ci sentiamo piccoli e inutili. Ma Dio ci ha posti dove siamo. E' lui che ha distribuito i compiti e ha dato i mezzi per eseguirli. Non sta a noi apprezzare l'importanza dei talenti che abbiamo ricevuto, siano essi tanti o pochi. Mettiamo semplicemente al suo servizio ciò che abbiamo ricevuto…

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