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CONSIGLIO PARROCCHIALE 

PER GLI AFFARI ECONOMICI

(Terza Bozza)

 

Premesse

Il Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici (= CPAAEE) trova la sua origine più immediata nella ecclesiologia che si è sviluppata in seguito al Concilio Ecumenico Vaticano II e cioè nella dimensione comunitaria e partecipativa di tutti i fedeli, presbiteri e laici, alla vita della Chiesa. 

Se vogliamo vivere in coerenza con la fede che professiamo, la Parola di Dio, l’esempio di Gesù e la tradizione apostolica e patristica, ci offrono continuamente uno stimolo ad assumere una giusta posizione spirituale e materiale nei confronti dei beni di questo mondo.

Occorre tener presente che non c’è un rapporto diretto tra l’efficacia dell’azione pastorale e i mezzi economici e le strutture utilizzate. Per questo è necessario vigilare che l’efficienza economico-organizzativa non abbia mai da appannare il primato del messaggio e, quindi, occorre essere disponibili a rinunciare ad eventuali privilegi, soprattutto quando questi possono diventare un ostacolo alla credibilità della Chiesa. 

Il senso di responsabilità e di corresponsabilità nella gestione dei beni, come anche la chiarezza, ossia la trasparenza e la precisione e i modi con cui viene condotta la gestione, sono valori che non possono essere disattesi; la comunità ecclesiale è chiamata a riservare la debita attenzione e ad educare alla stima di tali valori. 

Un ruolo molto importante va riconosciuto ai laici nel campo specifico del «servizio dei beni economici nella Chiesa». I laici, infatti, oltre al dovere di acquisire una coscienza veramente ecclesiale che impegna a fare proprie le necessità della Chiesa, comprese quelle materiali, sono chiamati ad offrire la propria competenza ed esperienza all’amministrazione dei beni della comunità cristiana. 

STATUTO

Costituzione

Art. 1.

In attuazione dei canoni (cann.) 537 e 1280 del Codice di Diritto Canonico (CDC), si costituisce nell’Ente-Parrocchia di S.Margherita V. e M., con sede in 81024 Maddaloni (CE) alla Via F.Massimo n. 38, il Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici (qui di seguito indicato più brevemente con la sigla CPAAEE). 

Natura 

Art. 2.

a) Il CPAAEE è l’organo di collaborazione dei fedeli con il Parroco nella gestione amministrativa della Parrocchia, per garantire una migliore e corretta gestione comunitaria dei beni ecclesiastici (can. 1280 del CDC). 

b) Il CPAAEE è un organismo distinto dal Consiglio Pastorale Parrocchiale (= CPP), e opera secondo la propria competenza, fissata in questo Statuto. Infatti, mentre il CPP affronta la conduzione pastorale globale della parrocchia, il CPAAEE è in ausilio al CPP, per individuare e mettere in opera gli strumenti e le strutture di cui la pastorale parrocchiale necessita. Occorre, perciò, che vi sia la massima collaborazione tra i due Consigli ed un ordinato coordinamento. Per questo, è opportuno che i due organismi siano collegati, in modo ordinario, mediante la presenza di diritto di almeno un consigliere in ambedue i Consigli.

c) Il CPAAEE ha funzione consultiva e non deliberativa. In esso, tuttavia, si esprime la collaborazione responsabile dei fedeli nella gestione amministrativa della Parrocchia in conformità al can. 212 § 3 del CDC. Il Parroco ne ricercherà e ne ascolterà attentamente il parere, non se ne discosterà se non per gravi motivi e vi ricorrerà come organo indispensabile per l’amministrazione di tutti i beni parrocchiali, a norma del can. 532 del CDC; 

d) Alla luce dei cann. 129 § 2 e 225 § 2 del CDC, i membri del CPAAEE assumono la qualità di amministratori con la presidenza del Parroco che, a norma dei cann. 118 e 532 del CDC, resta il legale rappresentante in tutti i negozi giuridici sia per gli aspetti canonici che civili.

Finalità 

Art. 3.            

Il CPAAEE ha i seguenti fini:

a) porre in essere tutti gli atti di ordinaria amministrazione; 

b) esaminare ed esprimere il proprio parere su contratti, preventivi, piani di finanziamento e di impiego di capitali; 

c) amministrare i beni della Parrocchia e le disponibilità economiche assicurate dalle offerte volontarie fatte dai fedeli durante lo svolgimento del ministero pastorale e versate nella cassa parrocchiale (cann. 531, 551 e 1267 del CDC), tenendo conto, sia pure nel pieno rispetto delle intenzioni degli offerenti, dei fini principali dei beni ecclesiastici e cioè: l’esercizio del culto, l’onesto e dignitoso sostentamento del clero, e le attività pastorali e caritative (can. 1254 § 2 del CDC); 

d) assicurare i mezzi economici necessari alle varie attività pastorali programmate dal CPP; 

e) esprimere il parere sugli atti di straordinaria amministrazione che di fatto modificano lo stato patrimoniale della Parrocchia e/o ne aggravano le responsabilità economiche, atti da sottoporre poi all’approvazione dell’Ordinario diocesano a norma del can. 1281 del CDC. A tenore del can. 1281 § 2 del CDC, si considerano atti eccedenti i limiti e le modalità dell’amministrazione ordinaria: l’alienazione, la donazione sia a titolo gratuito che oneroso, il contratto di locazione, comodato, uso, servitù, prestito, mutuo, manutenzione straordinaria, cambio di destinazione d’uso, nuove costruzioni, qualunque altro affare che intacchi il patrimonio dell’Ente-Parrocchia peggiorandone la condizione, a cui si aggiungono le eventuali determinazioni del Vescovo diocesano relative all’argomento. La debita licenza dell’Ordinario, prevista dal can. 1288 del CDC, è necessaria anche per costituirsi in un processo, a nome della parrocchia, davanti al Tribunale civile: pure nel caso di tutela di diritti. E’ parimenti obbligatoria per le opere di restauro di cui al can. 1189 del CDC;

f) predisporre e approvare semestralmente il bilancio economico consuntivo da comunicare alla Comunità parrocchiale;  

g) predisporre e approvare, preferibilmente all’inizio dell’anno pastorale, il bilancio economico preventivo della Parrocchia, elencando le voci di spesa prevedibili per i vari settori di attività pastorale e individuandone i relativi mezzi di copertura economica, copia del quale deve essere trasmessa al Consiglio Diocesano per gli Affari Economici (CDAAEE), tramite l’Economato diocesano, entro il 31 Marzo di ogni anno; 

h) vigilare sulla regolare tenuta dei registri contabili, della cassa parrocchiale e approvare alla fine di ciascun esercizio finanziario, previo esame dei libri contabili stessi e della relativa documentazione, il Rendiconto consuntivo da firmare e presentare all’Ordinario (can. 1287 § 1 del CDC), tramite l’Economato diocesano, entro il 31 marzo di ogni anno; 

i) curare la conservazione e manutenzione degli edifici, attrezzature, mobili, arredi e di quanto appartiene all’Ente- Parrocchia, usando particolare cura e premura per il patrimonio artistico e storico (a tale scopo deve essere redatto e annualmente aggiornato lo stato patrimoniale e l’Inventario, comprendente pure tutti i beni mobili della Parrocchia), il deposito di relativi atti e documenti presso la Curia diocesana (cann. 1283 § 2 e § 3; 1284 § 2 e § 9 del CDC) e l’ordinata archiviazione delle copie nell’ufficio parrocchiale;   

j) studiare i modi e proporre iniziative per sensibilizzare la Comunità parrocchiale al dovere di contribuire alle varie necessità della Parrocchia, della Chiesa diocesana e della Chiesa universale (cann. 222, 1260 e 1261 del CDC); 

k) elargire al Parroco l’offerta per l’applicazione dell’intenzione della Santa Messa. Qualora l’offerta risultasse maggiore di quella stabilita dalla Conferenza Episcopale Campana (CEC) (attualmente pari ad euro 10,00 (dieci/00)), essa spetta di diritto, per intero, al Parroco ed è da ritenersi come un’offerta data ad personam. In caso di Santa Messa plurintenzionata, l’ammontare delle offerte ricevute, detratta la singola offerta, va destinata secondo le indicazioni dell’Ordinario diocesano; qualora non ve ne fossero, va nella Cassa parrocchiale; 

l) provvedere a soddisfare le esigenze economiche della Comunità parrocchiale, in particolare all’equo sostentamento del clero in essa operante, attingendo dalla cassa parrocchiale il totale delle somme derivanti dalla quota capitaria stabilita dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI) secondo il numero dei parrocchiani dichiarato all’Istituto Diocesano Sostentamento Clero (IDSC), da consegnare al Parroco e agli altri Ministri ordinati operanti in Parrocchia; 

m) provvedere all’adempimento degli obblighi assicurativi e fiscali dell’Ente-Parrocchia;

n) farsi attento e sensibile alle esigenze degli organismi interparrocchiali e diocesani, in particolare degli istituti previsti dal can. 1274 del CDC, per contribuire adeguatamente al loro funzionamento a vantaggio di tutta la Chiesa diocesana.    

Rapporti con il CPP

Art. 4.

Tra il CPP e il CPAAEE vanno mantenuti stretti rapporti. In particolare:

a) fino ad un massimo di due terzi dei suoi membri viene nominato dal Parroco su indicazione del CPP, mentre gli altri membri vengono nominati direttamente dal Parroco; 

b) in generale, l'opera del CPAAEE deve iscriversi negli orientamenti tracciati dal CPP, al quale renderà conto mediante una relazione sia semestrale che annuale sul bilancio consuntivo; 

c) le scelte di natura economica aventi un forte rilievo pastorale, la saggia determinazione di quali beni siano necessari alla vita futura della comunità, la decisione di alienare alcuni beni che fossero di aggravio per la loro gestione, esigono di acquisire un parere previo del CPP. 

Composizione 

Art. 5.            

Il CPAAEE si compone di n. 7 (sette) persone, di cui: 

a) il Parroco, che di diritto ne è il Presidente; 

b) l’Incaricato parrocchiale per la promozione del sostegno economico alla Chiesa Cattolica Italiana (ottopermille e offerte per i sacerdoti), come voluto dalla CEI nella XLV Assemblea Generale; 

c) n. 3 (tre) membri nominati direttamente dal Parroco (vedi Art. 4. lettera a) del presente Statuto), dopo aver sentito il Direttore del CPP; 

d) n. 1 (un) membro del CPP (vedi Art 2. lettera b) del presente Statuto), nominato dal Parroco dopo una conveniente consultazione all’interno del CPP; 

e) n. 1 (uno) competente in problemi economici ed amministrativi, nominato dal CPAAEE su proposta del Parroco. 

I Consiglieri scelti devono essere:

– Cresimati; 

– Maggiorenni, di età non superiore ai 75 (settantacinque) anni; 

– di sesso maschile o femminile; 

– domiciliati canonicamente in Parrocchia o operanti stabilmente in essa; 

– di sicura moralità; 

– attivamente inseriti nella vita parrocchiale;

– capaci di valutare le scelte economiche con spirito ecclesiale; – esperti, per quanto possibile, in diritto ed economia.  

Per la nomina, almeno 15 (quindici) giorni prima del loro insediamento, essi vengono proposti dal Parroco al Vescovo diocesano, il quale, per giusti motivi, può scegliere anche persone diverse da quelle proposte. 

I Membri del CPAAEE prestano il loro servizio gratuitamente e con senso di piena responsabilità, agendo solo e sempre nell’esclusivo interesse della Comunità parrocchiale e delle sue finalità pastorali (cann. 1281 e 1286 del CDC). 

Presidente

Art. 6.            

Presidente di diritto del CPAAEE è il Parroco, o l’Amministratore parrocchiale, essendo il legale rappresentante della parrocchia a norma del can. 532 del CDC.  

Compiti del Presidente

Art. 7.

Spetta al Presidente:

a) la convocazione del CPAAEE; 

b) la fissazione dell’Ordine del giorno di ciascuna riunione; 

c) la presidenza delle singole riunioni;          

d) il coordinamento tra il CPAAEE e il CPP; 

e) la designazione del Moderatore, Economo, Tesoriere (o Cassiere), Revisore dei conti, Incaricato parrocchiale per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica italiana; dopo aver consultato il Direttore del CPP ed eventuali persone prudenti della Parrocchia (can. 228 del CDC); 

f) designare da n. 1 (uno) a n. 3 (tre) membri che andranno a costituire la Commissione Economica del CPP. Questi ultimi possono, a giudizio del Parroco, essere eletti dallo stesso CPAAEE;  

g) la nomina del Segretario tra i membri del CPAAEE; 

h) per motivi urgenti ed improgabili, disporre una spesa fino ad un massimo di euro 1.500,00 (millecinquecento/00), senza consultare il CPAAEE, informandolo, però, successivamente circa le motivazioni che lo hanno spinto ad effettuare tale spesa.

i) adoperarsi affinché, entro il 31 Marzo di ogni anno, venga trasmesso il Bilancio consuntivo annuale all’Ordinario Diocesano a norma del can. 1287 §1 del CDC;  

Consiglieri

Art. 8.            

Le persone designate devono avere una discreta competenza amministrativa e unire a questa, come requisiti indispensabili, integrità morale e comunione ecclesiale, e prestare il loro servizio gratuitamente.  

Possono essere membri designati o cooptati, sempre con nomina dell’Ordinario diocesano, l’eventuale Vice-parroco e il Presidente di eventuali Organismi operanti in parrocchia, su proposta del Parroco. 

Ogni Membro del CPAAEE ha il dovere di partecipare alle riunioni, di giustificare le eventuali assenze e di compiere il proprio incarico con la diligenza di un buon padre di famiglia (can. 1284 del CDC).  

Si considera dimissionario il Consigliere che, senza alcuna giustificazione, manchi a n. 3 (tre) sedute consecutive. 

In relazione alle necessità della Parrocchia, i ruoli dei Consiglieri possono essere integrati o accorpati. 

Moderatore

Art. 9.

Il Moderatore è scelto dal Presidente tra i Consiglieri del CPAAEE  (vedi Art. 7. lettera e) del presente Statuto).  

Compiti del Moderatore

Art. 10.          

Spetta al Moderatore: 

a) convocare il Consiglio, d’intesa con il Presidente; 

b) moderare le riunioni del Consiglio;

c) assicurarsi che venga redatto il verbale delle riunioni; 

d) rappresentare il Consiglio nel CPP e nelle situazioni in cui tale rappresentanza è ritenuta opportuna dal Consiglio stesso;

e) il controllo della registrazione dei proventi, debitamente documentati, che pervengono alla parrocchia a vario titolo e che confluiscono necessariamente nella cassa parrocchiale a norma dei cann. 531 e 1267 § 1 del CDC;  

f) garantire alla Comunità parrocchiale la trasparenza dei bilanci secondo la prescrizione del can. 1287 § 2 del CDC;  

g) tenere aggiornato l’archivio del CPAAEE, da depositarsi presso l’archivio parrocchiale di cui costituisce parte integrante; 

h) informare la Comunità parrocchiale a vari livelli (Assemblea Pastorale Parrocchiale  e CPP). 

Economo

Art. 11.          

Il Parroco provvede alla nomina tra i Consiglieri del CPAAEE dell’Economo (vedi Art. 7. lettera e) del presente Statuto), persona che deve essere dotata di riservatezza, umiltà, discrezione e spirito di servizio, esperto in materie amministrative ed economiche, con ottime capacità di: 

–  relazione sociale; 

– comunicazione;

– analisi; 

– creatività;

– organizzazione; 

– pianificazione; 

– collaborazione;

– ragionamento matematico; 

– espressione scritta ed orale.        

Compiti dell’Economo

Art. 12.          

L’Economo prende decisioni in ambito economico e amministrativo e formula strategie per reperire fondi da utilizzare per lo svolgimento del Programma Pastorale Parrocchiale. 

La sua attività varia a seconda delle indicazioni del CPP, ed in via esemplificativa comprende:  

a) il monitoraggio costante dell'andamento dell'economia in genere (investimenti, consumo, inflazione, livelli di fiducia, livello degli scambi, mercato dei titoli di credito), cercando di individuare le tendenze sottostanti ed effettuare previsioni; 

b) lo svolgimento di ricerche utilizzando dati statistici sui vari settori della vita economica, dando consigli per il miglioramento della vita economica della Parrocchia; 

c) lo studio degli effetti di misure fiscali o di politica economica in generale per consigliarne di nuove. 

d) nel caso in cui il Parroco sia impedito, la presentazione, entro il 31 marzo di ogni anno, del Bilancio consuntivo annuale all’Ordinario Diocesano a norma del can. 1287 §1 del CDC; 

Per lo svolgimento della sua attività, da eseguire prevalentemente nell’Ufficio parrocchiale, o in altro ambiente, utilizza un computer con programmi di videoscrittura, calcolo ed elaborazione statistica. 

Qualora le sue condizioni di salute influissero negativamente sullo svolgimento del suo compito, verrà scelta un’altra persona esperta in materie amministrative ed economiche. 

Per nessun motivo l’Economo può mutare la destinazione economica degli offerenti (cfr. can. 1267 §3).          

Tesoriere (o Cassiere)

Art. 13.          

Su proposta del Parroco, viene nominato tra i Consiglieri del CPAAEE il Tesoriere (o Cassiere) (vedi Art. 7 lettera e) del presente Statuto), il quale affiancherà l’Economo nella gestione economica della Parrocchia. 

Egli dovrà essere molto riservato, dotato di moltissima discrezione, ottima memoria, grande umiltà e spirito di servizio, affidabile, onesto, preciso, esperto in materie amministrative ed economiche, con ottime capacità di: 

–  relazione sociale;

– comunicazione; 

– analisi; 

– creatività; 

– organizzazione;

– pianificazione; 

– collaborazione; 

– ragionamento e calcolo matematico;

– espressione scritta ed orale; 

– concentrazione. 

Compiti del Tesoriere (o Cassiere)

Art. 14.

Il Tesoriere (o Cassiere) ha il compito di incassare e gestire, secondo le indicazioni del Parroco e del CPAAEE, il frutto della generosità dei fedeli raccolto: 

a) durante le collette delle S.Messe; 

b) in occasione dell’amministrazione dei sacramenti, decurtando dall’importo dell’offerta quanto dovuto per l’intenzione della S.Messa, stabilita dalla Conferenza Episcopale Campana (attualmente pari ad euro 10,00 (dieci)), da consegnare al Parroco; 

c) in occasione dei Festeggiamenti in onore dei Santi; 

d) in occasione della visita pasquale alle famiglie;

e) in offerte libere; 

f) nelle pesche di beneficenza; 

g) in occasione delle Giornate Mondiali (Missionaria, Infanzia Missionaria, Carità del Papa, Pro-Lebbrosi, ecc…); 

h) in occasione delle Giornate Nazionali (Caritas, ecc…); 

i) in occasione della Giornata Nazionale di sensibilizzazione delle offerte per i sacerdoti (ultima Domenica dell’anno liturgico, solennità di Cristo Re dell’Universo). 

Il Tesoriere (o Cassiere) ha il compito di: 

j) annotare la destinazione d’uso delle offerte espressa dagli offerenti; 

k) assicurare il computo e il deposito delle offerte o contributi ricevuti e debitamente documentati;  

l) annotare quotidianamente nel Registro di prima nota tutte le entrate e le uscite, e tenere aggiornati tutti gli altri Registri contabili; 

m) preparare il Rendiconto amministrativo consuntivo da sottoporre alla fine di ogni esercizio finanziario (che va dal 1° Gennaio al 31 Dicembre di ogni anno) all’approvazione del CPAAEE; 

n) prelevare dalla cassa parrocchiale ed elargire mensilmente le integrazioni delle remunerazioni spettanti per le necessità pastorali ai Ministri ordinati operanti stabilmente in Parrocchia, derivanti dalla quota capitaria stabilita dalla CEI secondo il numero dichiarato dei fedeli della Parrocchia all’Istituto Diocesano Sostentamento Clero (IDSC) (attualmente, al Parroco spetta un contributo mensile pari ad euro 228,00.= (duecentoventotto/00), rilevabile anche dal suo estratto conto bancario); 

o) osservare fedelmente le disposizioni dei cann. 264, 1263 e 1266 del CDC e consegnare fedelmente le somme derivanti da altre Giornate di sensibilizzazione.  

p) versare al Tesoriere della Curia diocesana: 

– la Tassa diocesana, anche rateizzata (pari, attualmente, ad euro 1115,15.= (millecentoquindici/15) all’anno); 

– tutto quanto raccolto in occasione delle Giornate Mondiali (Missionaria, Infanzia Missionaria, Pro-lebbrosi, Per la carità del Papa, ecc…), Nazionali e Diocesane (Caritas, Pro-Seminario, …); 

q) versare direttamente all’IDSC, o spedire all’Istituto Centrale Sostentamento Clero (ICSC) servendosi degli apposti bollettini prestampati di c/c postale, quanto raccolto in occasione della Giornata Nazionale di sensibilizzazione per il sostentamento dei sacerdoti (che si celebra la prima Domenica di Maggio); 

r) accettare, oltre che denaro contante, anche assegni o banconote/monete estere; 

s) cambiare gli assegni o le banconote/monete estere; 

t) pagare le bollette (luce, telefono, acqua, ecc…) e i premi (annuali o semestrali) dovuti alle Compagnie di Assicurazione; 

u) provvedere alla fine di ogni mese a depositare sul c/c bancario e/o postale intestato alla Parrocchia (vedi Art. 28 del presente Statuto), quanto accumulatosi tra offerte, contributi, ecc… nell’arco di tale periodo; 

v) effettuare tutte le operazioni bancarie di prelievo disposte dal CPP; 

w) provvedere alla rendicontazione semestrale delle entrate e delle uscite, da consegnare in sede di riunione del CPP; 

x) provvedere al conteggio e al controllo della validità e dell'integrità del denaro in entrata e in uscita; 

y) provvedere alla registrazione delle operazioni, eventualmente con l'ausilio di un computer; 

z) accettare in deposito oggetti di valore e documenti. 

Il Tesoriere (o Cassiere), coadiuvato da un Consigliere, provvede al conteggio e al cambio di denaro.

Per lo svolgimento della sua attività utilizza prevalentemente l’Ufficio parrocchiale e si serve di un computer con programmi di contabilità e di altra attrezzatura d'ufficio. 

Se le sue condizioni di salute possono influenzare lo svolgimento di questo compito, il CPAAEE provvederà, quanto prima, alla sua sostituzione o, temporaneamente, si avvarrà di un consulente esperto in discipline amministrative ed economiche o di un  collaboratore esperto in tali materie. 

Revisore dei conti

Art. 15.          

Il Revisore dei conti è scelto dal Presidente tra i Consiglieri del CPAAEE  (vedi Art. 7. lettera e) del presente Statuto). 

Compiti del Revisore dei conti

Art. 16.          

Spetta al Revisore dei conti: 

a) assicurare gli incontri semestrale e annuale per la verifica e l’approvazione dei bilanci consuntivo e preventivo;  

b) a seguito della compilazione dei bilanci verificarne personalmente e prima dell’approvazione la correttezza e veridicità.       

Incaricato parrocchiale per la promozione del sostegno economico alla Chiesa

Art. 17.          

L’Incaricato parrocchiale per la promozione del sostegno economico alla Chiesa è scelto dal Presidente tra i Consiglieri del CPAAEE  (vedi Art. 7. lettera e) del presente Statuto). 

Compiti dell’Incaricato parrocchiale

Art. 18.          

Spetta all’Incaricato parrocchiale per la promozione del sostegno economico alla Chiesa: 

a)  promuovere idonee forme di sovvenzionamento per le esigenze della Chiesa Cattolica Italiana; 

b) preparare e gestire la Giornata Nazionale per la sensibilizzazione alla firma dell’ottopermille (che si celebra la prima domenica di Maggio); 

c) preparare e gestire la Giornata Nazionale di sensibilizzazione per la raccolta delle offerte in favore dei sacerdoti (che si celebra l’ultima Domenica dell’anno liturgico, solennità di N.S.G.C. Re dell’Universo); 

d) partecipare agli incontri diocesani organizzati dal Servizio diocesano per la promozione al sostegno economico alla Chiesa Cattolica Italiana; 

e) prelevare dal Bussolotto, in presenza del Parroco,  le offerte elargite dai fedeli in favore dei Sacerdoti e spedirne l’intero ammontare all’ICSC servendosi degli appositi bollettini prestampati di c/c postale, dopo averne informato il Tesoriere del CPAAEE.

Segretario

Art. 19.          

Uno dei Membri del CPAAEE, scelto dal Parroco, fungerà da Segretario e redigerà diligentemente i verbali. 

Incompatibilità

Art. 20.          

A norma del can. 492 § 3 del CDC, non possono essere nominati membri del CPAAEE: 

a) i congiunti del Parroco fino al quarto grado di consanguineità o di affinità; 

b) quanti hanno in essere rapporti economici con la Parrocchia;

c) chi ricopre cariche nelle Istituzioni e nelle Amministrazioni Pubbliche.

Durata dei Consiglieri

Art. 21.          

I Membri nominati durano in carica 5 (cinque) anni e il loro mandato, alla scadenza del quinquiennio, può essere riconfermato. Per la durata del loro mandato, i Consiglieri non possono essere revocati se non per gravi e documentati motivi riconosciuti a giudizio insindacabile dell’Ordinario Diocesano. 

Poteri e funzionamento del Consiglio 

Art. 22.          

I Membri del CPAAEE hanno voto consultivo, non deliberativo, cioè non possono prendere decisioni vincolanti, le quali spettano solo al Parroco (vedi Art. 2 lettera c) del presente Statuto). In detto Consiglio, tuttavia, si esprime la collaborazione responsabile dei fedeli, richiesta dai canoni 127, 212 §2 e §3 del CDC, per cui il Parroco:

a) deve ricercarne e ascoltarne attentamente il parere; 

b) non discostarsene, se non per seri motivi; 

c) servirsene, ordinariamente, come valido strumento, per l’amministrazione della Parrocchia.

Pertanto, nelle riunioni del CPAAEE, i Consiglieri dovranno essere messi al corrente dell’andamento amministrativo in tutti i suoi aspetti ed essere tenuti aggiornati sullo stato di conservazione del patrimonio, specialmente immobiliare, della Parrocchia.  

Il loro parere è obbligatorio, anche se non vincolante, per i bilanci annuali e per tutti gli atti di straordinaria amministrazione da sottoporre all’esame del CDAAEE, corredati dal relativo verbale, regolarmente sottoscritto da ciascun membro.  

Resta ferma, in ogni caso, la legale rappresentanza della Parrocchia, che in tutti i negozi giuridici spetta al Parroco, il quale è amministratore di tutti i beni parrocchiali, a norma del can. 532 del CDC.

Riunioni del Consiglio

Art. 23.          

Il CPAAEE si riunisce almeno n. 3 (tre) volte all’anno, nonché ogni volta che il Presidente lo ritenga opportuno, o che ne sia fatta a lui richiesta motivata da almeno n. 3 (tre)  Consiglieri. Alle riunioni potranno partecipare, ove necessario, su invito del Presidente, anche altre persone  in qualità di esperti. 

Ogni Consigliere ha facoltà di far mettere a verbale tutte le osservazioni che ritiene opportuno fare, e anche di chiedere che copia del verbale di una particolare riunione sia portata a conoscenza dell’Ordinario diocesano.   

Le riunioni sono convocate, presiedute e dirette dal Parroco. 

Validità delle Riunioni

Art. 24.          

Per la validità delle riunioni del Consiglio è necessaria la presenza della maggioranza assoluta dei Consiglieri (la metà più uno, cioè n. 5 (cinque) membri). In seconda convocazione, basta un terzo dei membri (cioè n. 3 (tre) membri).       

Copertura finanziaria

Art. 25.          

Per le opere da realizzare, il cui onere economico superasse la disponibilità finanziaria della Parrocchia, se necessario, si potrà fare ricorso all’istituto del mutuo, che non dovrà in ogni caso avere durata superiore ai 25 (venticinque) anni e la cui copertura dovrà essere assicurata esclusivamente dalla Comunità parrocchiale. 

Inventario

Art. 26.          

Nella prima riunione, il Presidente porterà a conoscenza di tutti i membri del CPAAEE l’inventario completo dei beni mobili e immobili e la reale situazione economico-finanziaria della parrocchia (can. 1283, § 2 del CDC). 

Qualora non esistesse un siffatto inventario, si provvederà quanto prima ad affidare alla Commissione per gli Affari Tecnici del CPP il compito di redigerne n. 3 (tre) copie, di cui una da conservare nell’archivio dell’Ufficio parrocchiale, un’altra da consegnare in Curia all’Archivio diocesano e l’ultima da consegnare all’Ufficio Economato della Diocesi. 

Libri contabili

Art. 27.          

I Libri di contabilità sono tenuti normalmente dal Tesoriere, che può farsi coadiuvare da uno dei Consiglieri. 

Per le pratiche amministrative prescritte dalla legge civile si consiglia di affidarsi ad un ufficio di consulenza esperto in materia. 

Depositi vari

Art. 28.          

I depositi in denaro, i conti correnti bancari e/o postali (obbligatori per ogni Parrocchia), le azioni, i titoli di credito, devono essere sempre intestati a: “Parrocchia di S.Margherita vergine e martire, rappresentata dal Parroco pro tempore N.N.”, e mai a persone private. 

I capitali di operazioni riguardanti il patrimonio della Parrocchia devono essere depositati presso l’Economato diocesano, che ne curerà la custodia e l’amministrazione.  

Registro dei verbali delle riunioni

Art. 29.          

I verbali del Consiglio, redatti su apposito Registro, devono portare la sottoscrizione del Parroco e del Segretario del Consiglio stesso e debbono essere letti e approvati nella seduta successiva.  

Il Registro dei verbali delle riunioni, i Libri contabili e tutti i documenti amministrativi devono essere conservati nell’Ufficio o Archivio parrocchiale e sono soggetti alla visita canonica a norma del CDC (cann. 555, § 4; 1276 e 1287 del CDC).  

Bilancio consuntivo annuale

Art. 30.          

E’ fatto obbligo al CPAAEE, nella persona del Parroco o dell’Economo (vedi Art. 12 lettera d) e Art. 33. del presente Statuto), di consegnare all’Ufficio Economato della Curia vescovile, entro il 31 marzo di ogni anno, n. 2 (due) copie del Bilancio consuntivo annuale, firmato da tutti i membri del CPAAEE. Di esse, una copia verrà trattenuta dall’Economo della Curia vescovile e conservata nell’archivio diocesano, mentre l’altra copia, opportunamente vidimata e firmata, verrà restituita per la conservazione nell’archivio parrocchiale. 

Bilancio preventivo annuale

Art. 31.          

E’ fatto obbligo al CPAAEE, nella persona del Parroco o dell’Economo (vedi Art. 12 lettera d) e Art. 33. del presente Statuto), di consegnare all’Ufficio Economato della Curia vescovile, entro il 31 marzo di ogni anno, n. 2 (due) copie del Bilancio preventivo annuale, firmato da tutti i membri del CPAAEE. Di esse, una copia verrà trattenuta dall’Economo della Curia vescovile e conservata nell’archivio diocesano, mentre l’altra copia, opportunamente vidimata e firmata, verrà restituita per la conservazione nell’archivio parrocchiale. 

Informazioni alla comunità parrocchiale 

Art. 32.          

a) Il CPAAEE presenta semestralmente al Consiglio Pastorale Parrocchiale e alla Comunità parrocchiale il rendiconto sulla utilizzazione delle rendite dei beni parrocchiali e delle offerte ricevute dai fedeli (can. 1287 § 2);

b) «Il CPAAEE deve avere un rapporto costruttivo sia con il CPP sia con l’intera comunità parrocchiale. In particolare, il CPAAEE non può prescindere, soprattutto nelle scelte economiche di maggiore importanza e di carattere generale  (quali la decisione di costruire nuove strutture parrocchiali o di intraprendere una nuova attività), dalle indicazioni offerte dal CPP; quest’ultimo, a sua volta, non può ignorare i problemi economici della Parrocchia, ma deve tenerne conto e farsene carico, soprattutto attraverso un’opera di sensibilizzazione e di responsabilizzazione dell’intera comunità. A servizio di essa opera il CPAAEE e a essa deve rendere conto, in particolare per ciò che concerne l’utilizzazione delle offerte, secondo quanto stabilito dalla normativa diocesana (can. 1287 § 2)» (cfr. CEI, Istruzione in materia amministrativa – 2005, 106). 

c) Dopo che la copia del bilancio consuntivo annuale sarà stata restituita dall’Economo della Curia vescovile (vedi Art. 30 del presente Statuto), il CPAAEE presenta al CPP una relazione sintetica sul bilancio consuntivo annuale e porta a conoscenza di tutta la Comunità le componenti essenziali delle entrate e delle uscite verificatesi nel corso dell’esercizio, nonché il rendiconto analitico dell’utilizzazione delle offerte ricevute dai fedeli (cfr. can 1287, § 2 del CDC), indicando anche le opportune iniziative per l’incremento delle risorse necessarie per la realizzazione delle attività pastorali e per il sostentamento del clero parrocchiale, evitando la logica dell’accumulo di denaro senza giustificati motivi: è più credibile una Chiesa povera che una Chiesa ricca.

Vacanza dei seggi del Consiglio

Art. 33.          

Nei casi di morte, di dimissioni (si intende dimissionario anche il Consigliere che manchi a n. 3 (tre) sedute consecutive senza giustificazione), di revoca o di permanente invalidità di uno o più membri del CPAAEE, il Parroco provvede, entro 30 (trenta) giorni dalla notifica, a nominarne i sostituti secondo quanto disposto dall’Art. 5 del presente Statuto. I Consiglieri così nominati rimangono in carica fino alla scadenza del mandato del Consiglio stesso e possono essere confermati alla successiva scadenza. 

Esercizio finanziario

Art. 34.          

L’esercizio finanziario della Parrocchia va dal 1° Gennaio al 31 Dicembre di ogni anno.

Alla fine di ciascun esercizio, e comunque non oltre i1 31 marzo successivo, il bilancio consuntivo annuale, debitamente approvato e firmato da tutti i membri del CPAAEE, sarà presentato dal Parroco (o dall’Economo) all’Ordinario diocesano, tramite l’Economato diocesano, per la verifica e l’approvazione del Consiglio Diocesano per gli Affari economici.

Il Consiglio dovrà essere informato, in una riunione successiva, delle eventuali osservazioni fatte dal CDAAEE a norma del can. 1287 § 1.

Durata dello Statuto

Art. 35.          

Il presente Statuto, che si compone di n. 37 (trentasette) articoli, resterà in vigore per un quinquennio e potrà essere riconfermato.

Rinvio alle norme generali 

Art. 36.          

Per tutto quanto non contemplato nel presente Statuto si applicheranno le norme del Codice di Diritto Canonico, del Diritto particolare (Costituzioni sinodali, Decreti del Vescovo diocesano, ecc…) e del Diritto Civile. 

Regolamento

Art. 37.          

Per il funzionamento interno, il CPAAEE adotta un proprio Regolamento, qui di seguito riportato, che fa parte integrante del presente Statuto.  

============== (qui finisce lo Statuto) =============

 

REGOLAMENTO

Annuncio della costituzione del nuovo CPAAEE

Art. 1.

Il CPAAEE uscente annuncia alla Comunità parrocchiale, nella persona del Parroco, la costituzione del nuovo CPAAEE almeno 2 (due) mesi prima della scadenza del quinquennio, fissandone i tempi e le modalità in base alle esigenze della comunità parrocchiale, suggerendone le iniziative più adeguate per l’informazione e la sensibilizzazione della Parrocchia sulla natura e sui compiti del CPAAEE.

Nomine

Art. 2.

Sono nominabili Consiglieri tutti i parrocchiani, purché cresimati, di età non inferiore ai 18 (diciotto) anni e non superiore ai 75, che si distinguono per uno stile di vita coerente con la fede cristiana, per l’impegno pastorale e per la capacità di dialogo e di comunione ecclesiale.

Notifica ai neo-Consiglieri

Art. 3.

Il Parroco, previa consultazione dei diretti interessati,   notifica ai neo-Consiglieri l’avvenuta nomina, e il Segretario del CPAAEE ne redige verbale.

Riunioni del CPAAEE 

Art. 4.

a) Il CPAAEE di nuova nomina viene convocato dal Presidente, servendosi di una delle seguenti vie: telefono, e-mail, ecc… . In caso di avviso scritto, il Presidente incarica il Segretario a  farlo recapitare brevi manu ai Consiglieri almeno una settimana prima della riunione. L’avviso di convocazione conterrà l’Ordine del giorno (=Odg) ed eventuale documentazione relativa ai temi in discussione.

b) All’inizio della riunione, dopo la preghiera di invocazione allo Spirito santo e l’ascolto della Parola di Dio, il Segretario del CPAAEE provvede alla lettura del verbale della riunione precedente per la sua approvazione. Sul verbale approvato appongono, poi, la firma il Presidente e il Segretario. 

Quindi, il Moderatore del CPAAEE, dopo aver letto la lettera di convocazione, apre l’incontro sui punti dell’Odg, introducendo, o facendo introdurre dal Presidente, ciascun argomento e moderandone la discussione. Se è il caso, conclude la discussione mettendo ai voti l’eventuale proposta. La votazione avviene per alzata di mano. Quando la votazione riguarda le persone, essa viene svolta con scrutinio segreto.  

Se vi fosse molta disparità di giudizio in merito a qualche argomento dell’Odg, si sospenda la seduta, osservando qualche momento di silenzio orante, perchè si raggiunga l’unanimità o la quasi unanimità, dopo di che si riprenda l’incontro direttamente con la votazione, approvando la proposta che avrà ottenuto il maggior numero di consensi. 

Decadenza dei Consiglieri

Art. 5.

Il Consigliere che, senza giustificato motivo, risulta assente per n. 3 (tre) volte consecutive nelle riunioni del CPAAEE, è ritenuto dimissionario. Esso viene sostituito da un consigliere nominato direttamente dal Presidente e resterà in carica fino allo scadenza naturale del mandato. 

Vacanza della Parrocchia

Art. 6.

Con la vacanza della Parrocchia, il CPAAEE rimane in carica fino alla nomina del nuovo Parroco per gli atti di ordinaria amministrazione. 

============ (qui finisce il Regolamento) ============

 

APPENDICE

Al fine di una partecipazione piena, consapevole e responsabile dei Laici alla gestione dei beni economici dell’Ente-Parrocchia di S.Margherita V. e M. in Maddaloni (CE), si riportano qui di seguito i canoni del Codice di Diritto Canonico menzionati nel presente Statuto con Regolamento (cann. 118, 127, 129, 166, 212, 222, 225, 228, 264, 279, 281, 492, 531, 532, 537, 551, 555, 1189, 1254, 1260, 1261, 1263, 1266, 1267, 1274, 1276, 1280, 1281, 1282, 1283, 1284, 1286, 1287, 1288, ). 

 

Can. 118 – Rappresentano la persona giuridica pubblica, agendo a suo nome, coloro ai quali tale competenza è riconosciuta dal diritto universale o particolare oppure dai propri statuti; rappresentano la persona giuridica privata, coloro cui la medesima competenza è attribuita attraverso gli statuti. 

 

Can. 127§ 1. Quando dal diritto è stabilito che il Superiore per porre gli atti necessiti del consenso o del consiglio di un collegio o di un gruppo di persone, il collegio o il gruppo deve essere convocato a norma del can. 166, a meno che, quando si tratti di richiedere soltanto il consiglio, non sia stato disposto altrimenti dal diritto particolare o proprio; perché poi l’atto valga si richiede che sia ottenuto il consenso della maggioranza assoluta di quelli che sono presenti o richiesto il consiglio di tutti. 

§ 2. Quando dal diritto è stabilito che il Superiore per porre gli atti necessiti del consenso o del consiglio di alcune persone, come singole: 

1° se si esige il consenso, è invalido l’atto del Superiore che non richiede il consenso di quelle persone o che agisce contro il loro voto o contro il voto di una persone; 

2° se si esige il consiglio, è invalido l’atto del Superiore che non ascolta le persone medesime; il Superiore, sebbene non sia tenuto da alcun obbligo ad accedere al loro voto, benché concorde, tuttavia, senza una ragione prevalente, da valutarsi a suo giudizio, non si discosti dal voto delle stesse, specialmente se concorde. 

§ 3. Tutti quelli, il cui consenso o consiglio è richiesto, sono tenuti all’obbligo di esprimere sinceramente la propria opinione, e, se la gravità degli affari lo richiede, di osservare diligentemente il segreto; obbligo che può essere sollecitato dal Superiore.

 

Can. 129§ 1. Sono abili alla potestà di governo, che propriamente è nella Chiesa per istituzione divina e viene denominata anche potestà di giurisdizione, coloro che sono insigniti dell’ordine sacro, a norma delle disposizioni del diritto.

§ 2. Nell’esercizio della medesima potestà, i fedeli laici possono cooperare a norma del diritto. 

 

Can. 166§ 1. Il presidente del collegio o del gruppo convochi tutti gli appartenenti al collegio o al gruppo; la convocazione poi, quando deve essere personale, ha valore, se viene fatta nel luogo del domicilio o del quasi-domicilio oppure nel luogo di dimora. 

§ 2. Se qualcuno di quelli che devono essere chiamati fu trascurato e perciò è stato assente, l’elezione vale; purtuttavia su istanza del medesimo, una volta provata l’omissione e l’assenza, l’elezione, anche se fu confermata, deve essere rescissa dall’autorità competente, purché consti giuridicamente che il ricorso è stato trasmesso almeno entro tre giorni dalla ricezione della notizia dell’elezione;

§ 3. Che se fosse stata trascurata più della terza parte degli elettori, l’elezione è nulla per il diritto stesso, a meno che tutti i non convocati non siano effettivamente intervenuti.  

 

Can. 212§ 1. I fedeli, consapevoli della propria responsabilità, sono tenuti ad osservare con cristiana obbedienza ciò che i sacri Pastori, in quanto rappresentano Cristo, dichiarano come maestri della fede o dispongono come capi della Chiesa. 

§ 2. I fedeli hanno il diritto di manifestare ai Pastori della Chiesa le proprie necessità, soprattutto spirituali, e i propri desideri.

§ 3. In modo proporzionato alla scienza, alla competenza e al prestigio di cui godono, essi hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri Pastori il loro pensiero su ciò che riguarda il bene della Chiesa; e di renderlo noto agli altri fedeli, salva restando l’integrità della fede e dei costumi e il rispetto verso i Pastori, tenendo inoltre presente l’utilità comune e la dignità della persona. 

 

Can. 222§ 1. I fedeli sono tenuti all’obbligo di sovvenire alle necessità della Chiesa, affinché essa possa disporre di quanto è necessario per il culto divino, per le opere di apostolato e di carità e per l’onesto sostentamento dei ministri.

§ 2. Sono anche tenuti all’obbligo di promuovere le giustizia sociale, come pure, memori del comandamento del Signore, di soccorrere i poveri coi propri redditi. 

 

Can. 225§ 1. I laici, dal momento che, come tutti i fedeli, sono deputati da Dio all’apostolato mediante il battesimo e la confermazione, sono tenuti all’obbligo generale e hanno il diritto di impegnarsi, sia come singoli sia riuniti in associazioni, perché l’annuncio della salvezza venga conosciuto e accolto da ogni uomo in ogni luogo; tale obbligo li vincola ancora maggiormente in quelle situazioni in cui gli uomini non possono ascoltare il Vangelo e conoscere Cristo se non per mezzo loro.

§ 2. Sono tenuti anche al dovere specifico, ciascuno secondo la propria condizione, di animare e perfezionare l’ordine delle realtà temporali con lo spirito evangelico e in tal modo di rendere testimonianza a Cristo, particolarmente nel trattare tali realtà e nell’esercizio dei compiti secolari. 

 

Can. 228§ 1. I laici che risultano idonei, sono giuridicamente abili ad essere assunti dai sacri Pastori in quegli uffici ecclesiastici e in quegli incarichi che sono in grado di esercitare secondo le disposizioni del diritto.

§ 2. I laici che si distinguono per scienza adeguata, per prudenza e per onestà, sono idonei a prestare aiuto ai Pastori della Chiesa come esperti o consiglieri, anche nei Consigli a norma del diritto. 

 

Can. 264§ 1. Per provvedere alle necessità del seminario, oltre all’offerta di cui al can. 1266, il Vescovo può imporre nella diocesi un tributo. 

§ 2. Sono soggette al tributo per il seminario tutte le persone giuridiche ecclesiastiche, anche private che hanno sede in diocesi, a meno che non si sostengano solo di elemosine oppure non abbiano attualmente un collegio di studenti o di docenti finalizzato a promuovere il bene comune della Chiesa; tale tributo deve essere generale, proporzionato ai redditi di coloro che vi sono soggetti e determinato secondo le necessità del seminario. 

 

Can. 279§ 1. I chierici proseguano gli studi sacri anche dopo l’ordinazione sacerdotale e seguano la solida dottrina fondata sulla sacra Scrittura, tramandata dal passato e comunemente accolta dalla Chiesa, secondo quanto viene determinato particolarmente dai documenti dei Concili e dei Romani Pontefici, evitando le vane novità e la falsa scienza.

§ 2. Secondo le disposizioni del diritto particolare, i sacerdoti frequentino le lezioni di carattere pastorale che devono essere programmate dopo l’ordinazione sacerdotale e inoltre, nei tempi stabiliti dal diritto stesso, partecipino anche ad altre lezioni, convegni teologici o conferenze con le quali si offra loro l’occasione di acquisire una conoscenza più approfondita delle scienze sacre e delle metodologie pastorali. 

§ 3. Proseguano anche nell’apprendimento di altre scienze, quelle soprattutto che hanno un rapporto con le scienze sacre, particolarmente in quanto possono essere utili nell’esercizio del ministero pastorale.

 

Can. 281§ 1. Ai chierici, in quanto si dedicano al ministero ecclesiastico, spetta una rimunerazione adeguata alla loro condizione, tenendo presente sia la natura dell’ufficio, sia le circostanze di luogo e di tempo, perché con essa possano provvedere alle necessità della propria vita e alla giusta retribuzione di chi è al loro servizio. 

§ 2. Così pure occorre fare in modo che usufruiscano della previdenza sociale con cui sia possibile provvedere convenientemente alle loro necessità in caso di malattia, di invalidità o di vecchiaia.

§ 3. I diaconi coniugati, che si dedicano a tempo pieno al ministero ecclesiastico, siano rimunerati in modo che siano in grado di provvedere al proprio sostentamento e a quello della loro famiglia; coloro poi che ricevono una rimunerazione per la professione civile che esercitano o hanno esercitato, provvedano ai loro bisogni e a quelli della propria famiglia con i redditi provenienti da tale rimunerazione. 

 

Can. 492§ 1. In ogni diocesi venga costituito il Consiglio per gli Affari Economici, presieduto dallo stesso Vescovo diocesano o da un suo delegato; esso è composto da almeno tre fedeli, veramente esperti in economia e nel diritto civile ed eminenti per integrità; essi sono nominati dal Vescovo. 

§ 2. I membri del Consiglio per gli Affari Economici siano nominati per un quinquennio, però, terminato tale periodo, possono essere assunti ancora per altri quinquenni. 

§ 3. Sono esclusi dal consiglio per gli affari economici i congiunti del Vescovo fino al quarto grado di consanguineità o di affinità.

 

Can. 531 – Anche se è un altro a svolgere qualche incarico parrocchiale, le offerte ricevute dai fedeli in tale occasione siano versate nella cassa parrocchiale, a meno che, quando si tratta di offerte volontarie, non costi l’intenzione contraria dell’offerente; spetta al Vescovo diocesano, sentito il consiglio presbiterale, stabilire le norme con le quali si provvede alla destinazione di tali offerte e alla rimunerazione dei sacerdoti che svolgono il medesimo incarico. 

 

Can. 532 – Il parroco rappresenta la parrocchia, a norma del diritto, in tutti i negozi giuridici; curi che i beni della parrocchia siano amministrati a norma dei cann. 1281-1288. 

 

Can. 537 – In ogni parrocchia vi sia il Consiglio per gli Affari Economici che è retto, oltre che dal diritto universale, dalle norme date dal Vescovo diocesano; in esso i fedeli, scelti secondo le medesime norme, aiutino il Parroco nell’amministrazione dei beni della parrocchia, fermo restando il disposto del can. 532.

 

Can. 551 – Per quanto riguarda le offerte che i fedeli fanno al vicario in occasione del ministero pastorale, si osservino le disposizioni del can. 531. 

 

Can. 555§ 1. Il Vicario foraneo, oltre alle facoltà che gli attribuisce legittimamente il diritto particolare, ha il dovere e il diritto: 

1° di promuovere e coordinare l’attività pastorale comune nell’ambito del vicariato; 

2° di aver cura che i chierici del proprio distretto conducano una vita consona al loro stato e adempiano diligentemente i loro doveri; 

3° di provvedere che le funzioni sacre siano celebrate secondo le disposizioni della sacra liturgia, che si curi il decoro e la pulizia delle chiese e della suppellettile sacra, soprattutto nella celebrazione eucaristica e nella custodia del santissimo Sacramento, che i libri parrocchiali vengano redatti accuratamente e custoditi nel debito modo, che i beni ecclesiastici siano amministrati diligentemente; infine che la casa parrocchiale sia conservata con la debita cura.

§ 2. Il Vicario foraneo nell’ambito del vicariato affidatogli: 

1° si adoperi perché i chierici, secondo le disposizioni del diritto particolare, partecipino nei tempi stabiliti alle lezioni, ai convegni teologici o alle conferenze a norma del can. 279, § 2;

2° abbia cura che siano disponibili sussidi spirituali per i presbiteri del suo distretto ed abbia parimenti la massima sollecitudine per i sacerdoti che si trovano in situazioni difficili o sono angustiati da problemi. 

3° Il Vicario foraneo abbia cura che i parroci del suo distretto, che egli sappia gravemente ammalati , non manchino di aiuti spirituali e materiali e che vengano celebrate degne esequie per coloro che muoiono; faccia anche in modo che durante la loro malattia o dopo la loro morte, non vadano perduti o asportati i libri, i documenti, la suppellettile sacra e ogni altra cosa che appartiene alla chiesa. 

4° Il Vicario foraneo è tenuto all’obbligo di visitare le parrocchie del suo distretto secondo quanto avrà determinato il Vescovo diocesano. 

 

Can. 1189 – Le immagini preziose, ossia insigni per antichità, arte o culto, che sono esposte alla venerazione dei fedeli nelle chiese o negli oratori, qualora necessitino di riparazione, non siano mai restaurate senza la licenza scritta dell’Ordinario; e questi, prima di concederla, consulti dei periti. 

 

Can. 1254§ 1. La Chiesa cattolica ha il diritto nativo, indipendentemente dal potere civile, di acquistare, possedere, amministrare ed alienare i beni temporali per conseguire i fini che le sono propri. 

§ 2. I fini propri sono principalmente: ordinare il culto divino, provvedere ad un onesto sostentamento del clero e degli altri ministri, esercitare opere di apostolato sacro e di carità, specialmente a servizio dei poveri. 

 

Can. 1260 – La Chiesa ha il diritto nativo di richiedere ai fedeli quanto le è necessario per le finalità sue proprie.

 

Can. 1261§ 1. I fedeli hanno diritto di devolvere beni temporali a favore della Chiesa.

§ 2. Il Vescovo diocesano è tenuto ad ammonire i fedeli sull’obbligo di cui al can. 222, § 1, urgendone l’osservanza in maniera opportuna. 

 

Can. 1263 – Il Vescovo diocesano ha il diritto, uditi il consiglio per gli affari economici e il Consiglio presbiterale, d’imporre alle persone giuridiche pubbliche soggette al suo governo un

contributo non eccessivo e proporzionato ai redditi di ciascuna, per le necessità della diocesi; nei confronti delle altre persone fisiche e giuridiche gli è soltanto consentito, in caso di grave necessità e alle stesse condizioni, d’imporre una tassa straordinaria e moderata; salve le leggi e le consuetudini particolari che gli attribuiscano maggiori diritti. 

 

Can. 1266 – In tutte le chiese ed oratori, anche se appartenenti ad istituti religiosi, che di fatto siano abitualmente aperti ai fedeli, l’Ordinario del luogo può disporre che si faccia una questua speciale a favore di determinate iniziative parrocchiali, diocesane, nazionali o universali, da inviare poi sollecitamente alla curia diocesana. 

 

Can. 1267§ 1. Salvo non consti il contrario, le offerte fatte ai superiori o agli amministratori di qualunque persona giuridica ecclesiastica, anche privata, si presumono fatte alla stessa persona giuridica. 

§ 2. Le offerte di cui al § 1 non possono essere rifiutate, se non vi sia una giusta causa, e, se si tratti di persona giuridica pubblica in affari di maggior importanza, con la licenza dell’Ordinario; si richiede la licenza dello stesso Ordinario per accettare offerte gravate da modalità di adempimento o da condizione, fermo restando il disposto del can. 1295.

§ 3. Le offerte fatte dai fedeli per un determinato fine non possono essere impiegate che per quel fine. 

 

Can. 1274§ 1. Nelle singole diocesi ci sia un istituto speciale che raccolga i beni o le offerte, al preciso scopo che si provveda al sostentamento dei chierici che prestano servizio a favore della diocesi, a norma del can. 281, a meno che non si sia provveduto ai medesimi diversamente. 

§ 2. Dove non sia ancora stata organizzata convenientemente la previdenza sociale in favore del clero, la Conferenza Episcopale disponga la costituzione di un istituto che provveda sufficientemente alla sicurezza sociale dei chierici. 

§ 3. Nelle singole diocesi si costituisca, nella misura in cui è necessario, un fondo comune, con il quale i Vescovi posano soddisfare agli obblighi verso le altre persone che servono la Chiesa e andare incontro alle varie necessità della diocesi, e con il quale le diocesi più ricche possano anche aiutare le più povere. 

§ 4. A seconda delle diverse circostanze dei luoghi, le finalità di cui ai §§ 2 e 3 si possono più convenientemente ottenere con istituti diocesani tra loro federati, o con la cooperazione o l’opportuna consociazione tra le varie diocesi, anzi anche organizzata per tutto il territorio della Conferenza Episcopale.

§ 5. Questi istituti, se possibile, siano costituiti in modo che ottengano anche il riconoscimento da parte del diritto civile.

 

Can. 1276§ 1. Spetta all’Ordinario di vigilare con cura sulla amministrazione di tutti i beni appartenenti alle persone giuridiche pubbliche a lui soggette, salvo titoli legittimi per i quali gli si riconoscano più ampi diritti. 

§ 2. Gli Ordinari, tenuto conto dei diritti, delle legittime consuetudini e delle circostanze, abbiano cura di ordinare l’intero complesso dell’amministrazione dei beni, dando speciali istruzioni entro i limiti del diritto universale e particolare. 

 

Can. 1280 – Ogni persona giuridica abbia il proprio Consiglio per gli Affari Economici o almeno due Consiglieri, che coadiuvano l’Amministratore nell’adempimento del suo compito, a norma degli statuti.

 

Can. 1281§ 1. Ferme restando le disposizioni degli statuti, gli amministratori pongono invalidamente atti che oltrepassano i limiti e le modalità dell’amministrazione ordinaria, a meno che non abbiano ottenuto prima permesso scritto dall’Ordinario. 

§ 2. Negli statuti si stabiliscano gli atti eccedenti i limiti e le modalità dell’amministrazione ordinaria; se poi gli statuti tacciono in merito, spetta al Vescovo diocesano, udito il Consiglio per gli Affari Economici, determinare tali atti per le persone a lui soggette. 

§ 3. La persona giuridica non è tenuta a rispondere degli atti posti invalidamente dagli amministratori, se non quando e nella misura in cui ne ebbe beneficio; la persona giuridica stessa risponderà invece degli atti posti validamente ma illegittimamente dagli amministratori, salva l’azione o il ricorso da parte sua contro gli amministratori che le abbiano arrecato danni. 

 

Can. 1282 – Tutti coloro, sia chierici sia laici, che a titolo legittimo hanno parte nell’amministrazione dei beni ecclesiastici, sono tenuti ad adempiere i loro compiti in nome della Chiesa, a norma del diritto.

 

Can. 1283 – Prima che gli amministratori inizino il loro incarico:

1° gli stessi devono garantire con giuramento avanti all’Ordinario o a un suo delegato di svolgere onestamente e fedelmente le funzioni amministrative; 

2° sia accuratamente redatto un dettagliato inventario, che essi devono sottoscrivere, dei beni immobili, dei beni mobili sia preziosi sia comunque riguardanti i beni culturali, e delle altre cose, con la loro descrizione e la stima, e sia rivisto dopo la redazione; 

3° una copia dell’inventario sia conservata nell’archivio dell’amministrazione, un’altra nell’archivio della curia; qualunque modifica eventualmente subita dal patrimonio dovrà essere annotata in entrambe le copie. 

 

Can. 1284§ 1. Tutti gli amministratori sono tenuti ad attendere alle loro funzioni con la diligenza di un buon padre di famiglia.

§ 2. Devono pertanto: 

1° vigilare affinché i beni affidati alla loro cura in qualsiasi modo non vadano distrutti o subiscano danneggiamenti, stipulando allo scopo, se necessario, contratti di assicurazione;

2° curare che sia messa al sicuro la proprietà dei beni ecclesiastici in modi validi civilmente; 

3° osservare le disposizioni canoniche e civili o quelle imposte dal fondatore o dal donatore o dalla legittima autorità e badare soprattutto che dall’inosservanza delle leggi civili non derivi danno alla Chiesa. 

4° esigere accuratamente e a tempo debito i redditi dei beni e i proventi, conservandoli poi in modo sicuro dopo la riscossione ed impiegandoli secondo le intenzioni del fondatore o le norme legittime; 

5° pagare nel tempo stabilito gli interessi dovuti a causa di un mutuo o d’ipoteca e curare opportunamente la restituzione dello stesso capitale. 

6° impiegare, con il consenso dell’Ordinario, il denaro eccedente le spese e che si possa essere collocato utilmente, per le finalità della Chiesa o dell’istituto; 

7° tenere bene in ordine i libri delle entrate e delle uscite; 

8° redigere il rendiconto amministrativo al termine di ogni anno; 

9° catalogare adeguatamente documenti e strumenti, sui quali si fondano i diritti della Chiesa o dell’istituto circa i beni, conservandoli in un archivio conveniente ed idoneo; depositare poi gli originali, ove si possa fare comodamente, nell’archivio della curia. 

§ 3. Si raccomanda vivamente agli amministratori di redigere ogni anno il preventivo delle entrate e delle uscite; si lascia poi al diritto particolare imporlo e determinarne le modalità di presentazione. 

 

Can. 1286 – Gli amministratori dei beni: 

1° osservino accuratamente, nell’affidare i lavori, anche le leggi civili relative al lavoro e alla vita sociale, secondo i principi dati dalla Chiesa; 

2° retribuiscano con giustizia e onestà i lavoratori dipendenti, così che essi siano in grado di provvedere convenientemente alle necessità proprie e dei loro familiari. 

 

Can. 1287§ 1. Riprovata la consuetudine contraria, gli amministratori sia chierici sia laici di beni ecclesiastici qualsiasi, che non siano legittimamente sottratti alla potestà di governo del Vescovo diocesano, hanno il dovere di presentare ogni anno il rendiconto all’Ordinario del luogo, che lo farà esaminare dal Consiglio per gli Affari Economici. 

§ 2. Gli amministratori rendano conto ai fedeli dei beni da questi stessi offerti alla Chiesa, secondo norme da stabilirsi dal diritto particolare. 

 

Can. 1288 – Gli amministratori non introducano né contestino una lite davanti al tribunale civile in nome di una persona giuridica pubblica, senza aver ottenuto la licenza scritta del proprio Ordinario. 

============== (qui finisce l’Appendice) ===========

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