Fai una donazione

"Santa Margherita tutta da riscoprire"

Sostienici nella ristrutturazione dei locali parrocchiali!

Il tuo contributo è fondamentale!

CLICCA SUL TASTO "DONAZIONE"

HAI BISOGNO DI AIUTO? LEGGI LE ISTRUZIONI QUI

comportamento in chiesa

Come ci si comporta in chiesa e durante la celebrazione eucaristica?
Ecco le semplici regole di educazione da rispettare. 

Ricordiamoci che le buone maniere in Chiesa ci aiutano ad esprimere la fede che abbiamo e il rispetto che nutriamo per il Signore, per noi stessi e per il prossimo.

 

QUANDO SI ENTRA IN CHIESA

– E' bene anzitutto ricordare che la chiesa è la “Casa di Dio”, il luogo privilegiato dove Dio si incontra con il Suo popolo. Comportati quindi dignitosamente e abbine cura! 

– Entrando in chiesa, lasciati alle spalle rumori e banalità quotidiane che distraggono la mente e il cuore.

– L'abito che indossi sia consono al luogo dove entri e rispettoso anche del tuo corpo "Tempio dello Spirito Santo" (cfr. 1 Cor 6, 19). Evita abiti smanicati e scollati, calzoncini o minigonne, calzoni bassi o stretti, ecc. Distingui in ogni caso l’abbigliamento adatto alla chiesa da quello per il tempo libero, i giardini pubblici o la spiaggia: bisogna saper rispettare, oltre che il proprio, anche il pudore del prossimo. Insegna questa semplice regola anche ai più piccini educandoli sin da piccoli a tenere un abbigliamento adatto quando si accingono a recarsi in chiesa.

– Quando entri in chiesa, se non riesci a ricordarti di spegnere il cellulare, non portarlo con te, ma lascialo in auto o addirittura a casa. E se proprio non puoi evitare di portarlo in tasca, tienilo almeno nella modalità "silenzioso".

– Non masticare gomme o caramelle, sarebbe irriguardoso e, oltretutto, se hai intenzione di ricevere l'Eucarestia, ricordati di osservare il digiuno eucaristico (vedi più in basso) e che la chewing-gum o la caramella rompono questo digiuno.

– Dirigi lo sguardo verso il Tabernacolo, dove, sotto le specie del pane consacrato in quel piccolo tempietto, c’è Gesù vivo realmente presente. Normalmente lo si scorge con facilità perché è al centro dell’Altare principale e reca accanto una piccola lampada accesa.

– In ricordo del Battesimo, che ti ha dato la nuova dignità di cristiano e ti ha reso figlio di Dio, all'entrata in chiesa, prima di qualunque altra attività, intingi il dito medio della mano destra nell'acquasantiera (posta all'ingresso della chiesa) e, rivolto verso il Tabernacolo, segnati col segno della croce. Eventualmente puoi passare l'acqua santa al conoscente o al vicino che si trova in quel momento a entrare in chiesa, toccando con le tue le sue dita.

– Il segno della croce esprime la nostra fede in Dio-Trinità e va fatto lentamente, ampiamente e devotamente: si tiene la mano sinistra sul petto, poi, con la punta della mano destra, ci si tocca prima la fronte, poi il petto, poi la spalla sinistra e poi quella destra. Non ci si bacia la mano.

– Il luogo, dove si conserva l'Eucarestia nel Santo Tabernacolo, è segnalato da una ‘lampada rossa’, simbolo della tua Fede. Inginòcchiati quindi lentamente e per bene al banco posto accanto all'acquasantiera e saluta il Signore che ti accoglie e, dopo di Lui, la Madonna ed i Santi, che ti possono aiutare ad incontrarLo. Se non puoi inginocchiarti, fai un inchino profondo. Recita quindi per tre volte le seguenti preghiere, così come qui riportato:

  • Sia lodato e ringraziato ogni momento, il santissimo e divinissimo sacramento(Si china leggermente il capo) Gloria al Padre e al Figlio allo Spirito Santo, come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen. (Ripetere il tutto 3 volte)

– Recita a questo punto le seguenti giaculatorie (preghiere brevi):

  • Dolce cuor del mio Gesù,  fa’ che io t’ami sempre più.
  • Dolce cuore di Maria, sii tu la salvezza mia (oppure: dell'anima mia).
  • Gesù dolce ed umile di cuore, rendi il nostro cuore simile al tuo.

– Rivolgiti poi alla Madonna con la seguente preghiera (antifona):

Sotto la tua protezione, cerchiamo rifugio santa Madre di Dio, non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o  Vergine gloriosa e benedetta.

– Continua con la recita delle seguenti giaculatorie (preghiere brevi):

  • Santa Margherita, vergine e martire, prega per noi. (in alternativa invocare il nome del santo patrono della chiesa in cui ci si trova)
  • Beata vergine Maria (Madonna della Modestia), prega per noi.
  • Sante e Santi tutti di Dio, pregate per noi e per il mondo intero.

– Prega infine per i cari defunti:

L’ eterno riposo dona loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua, riposino in pace. Amen.

– Concludi rifacendoti il segno della croce.

– Avviati dov’è il primo posto libero più vicino all'altare.

– Osserva il silenzio, senza disturbare chi già e in preghiera.

​DOPO IL SALUTO AL SIGNORE

La chiesa è «casa di Dio», simbolo della comunità cristiana che vive in un dato territorio. È prima di tutto un luogo di preghiera, in cui si celebra l'Eucaristia e si adora Cristo realmente presente nelle Specie Eucaristiche, riposte nel tabernacolo. I fedeli vi si riuniscono per pregare, per lodare il Signore e per esprimere, attraverso la liturgia, la loro fede in Cristo. 

– Se passi davanti al Tabernacolo, lì dove è realmente presente Gesù Sacramentato, fai una corretta genuflessione, in segno di riverenza e sottomissione, piegando il ginocchio fino a terra, oppure, se non puoi, fai un inchino profondo. Ricordati che l'altare rappresenta Cristo: non passeggiare davanti a Gesù Eucaristia indifferentemente ma ricordati ogni volta di chinare il capo come segno di riverenza.

– Cerca di essere puntuale alla Santa Messa, altrimenti potresti disturbare il raccoglimento e la preghiera; non andar via prima che sia terminato il canto finale e il servizio liturgico sia rientrato in sacrestia.

– Nelle celebrazioni occupa i posti liberi vicino agli altri e in prossimità dell’altare, per poter pregare uniti e scambiarsi agevolmente i gesti liturgici che vanno fatti con la persona che ci sta accanto.

– Se ti siedi, abbi cura di rimanere in una posizione composta, ed evita di incrociare le gambe.

DURANTE LA SANTA MESSA

La domenica è per eccellenza il giorno dell'Assemblea liturgica, giorno in cui i fedeli si riuniscono «perché, ascoltando la Parola di Dio e partecipando all'Eucaristia, facciano memoria della Passione, della Risurrezione e della gloria del Signore Gesù, e rendano grazie a Dio che li ha rigenerati per una speranza viva per mezzo della Risurrezione di Gesù Cristo dai morti» (Concilio Vaticano II). 

– Non restare in disparte, magari appoggiato alla porta, da spettatore muto, quasi estraneo, come se non ti riguardasse quanto sta accadendo intorno a te.

– Partecipa alla preghiera dell'assemblea unendo la tua voce a quella degli altri, senza gridare. Vai a "tempo" cercando di uniformare la tua voce a quella degli altri. 

«Tu non puoi pregare in casa come in chiesa, dove c'è il popolo di Dio raccolto, dove il grido è elevato a Dio con un cuore solo. Là c'è qualcosa di più, l'unisono degli spiriti, l'accordo delle anime, il legame della carità, le preghiere dei sacerdoti»

(Giovanni Crisostomo). 

– "Chi canta prega due volte" (S. Agostino). Prova a cantare anche tu, magari sottovoce fino a quando ti sentirai più sicuro.

– "Dalla bocca dei bambini e dei lattanti (o Dio) Ti sei procurato una lode" leggiamo nella Sacra Bibbia (Sal 8, 3; Mt 21,16). E' bene portare i bambini in chiesa fin da piccoli. E se fanno i monelli, non tentare di calmarli e di zittirli facendo ancora più chiasso di quanto non ne facciano loro da soli! Eventualmente disporsi nella navata laterale per dare qualche piccolo ammonimento a bassa voce. Impareranno piano piano, con le vostre indicazioni e il vostro esempio, qual'è il giusto comportamento da tenere in chiesa.

– Se vuoi accendere una candela, o fare una offerta, evita di farlo durante le celebrazioni, per non distrarre gli altri; lascia che la Parola di Dio illumini la tua vita, il resto viene dopo. Non dedicarti a preghiere o letture personali durante la Santa Messa.

– Ricorda che ti trovi in chiesa per ascoltare il Signore e parlare con Lui. Non sarebbe bello allora interrompere il colloquio iniziato, per metterti a parlare con altri, come al bar o in qualunque altro luogo. Se fosse necessario, o sei costretto a farlo, fallo sottovoce.

– Non recitare frettolosamente ma lentamente tutte le preghiere, e con la necessaria partecipazione del cuore.

– Segui le Celebrazioni con il tuo corpo non meno che con la tua mente. La Celebrazione è ricca di azioni che coinvolgono nel culto tutta la persona: stare in piedi (è il segno del Risorto), stare seduti (è la posizione di ascolto), stare in ginocchio (il segno dell'adorazione), inchinarsi (il segno del rispetto).

– «La Parola del Signore è paragonata al seme che viene seminato in un campo: quelli che l'ascoltano con fede e appartengono al piccolo gregge di Cristo hanno accolto il Regno stesso di Dio; poi il seme per virtù propria germoglia e cresce fino al tempo del raccolto» (Concilio Vaticano II). Ascolta quindi, raccogliendoti come in preghiera, la Parola di Dio, senza distrarti e senza pensare ad altro.

– Durante l’omelia presta attenzione con umiltà alla spiegazione della Parola di Dio, può esserti d'aiuto per viverla nel quotidiano.

– Sarebbe bene preparare in anticipo l'obolo per la questua, evitando imbarazzanti ricerche mentre la persona incaricata aspetta l'offerta.

– Lo "scambio della pace" non è un semplice gesto di cordialità, ma esprime il dono di Cristo che ci impegna nella comunione e nella carità. Basta scambiarlo con le persone che si hanno accanto, eventualmente nel proprio banco, senza lasciare il proprio posto creando caos o confusione. Volgi lo sguardo all'altare e disponiti, come i discepoli di Emmaus, a riconoscere il Signore nel pane spezzato.

– Al momento della recita del Padre nostro, si elevano le mani in segno di supplica e si ripete lentamente e con devozione la preghiera che ci ha insegnato Gesù.

MOMENTI SALIENTI DELLA SANTA MESSA

Si sta seduti:

– durante la proclamazione delle letture, escluso il Vangelo;

– durante l'omelia;

– mentre vengono presentati il pane ed il vino;

– finché non si è risposto all'invito "Pregate fratelli";

– dopo la Comunione, in attesa della preghiera finale.

Ci si inchina (molti si inginocchiano per una personale devozione all’evento):

– durante il Credo, alle parole "e per opera dello Spirito Santo … e si è fatto uomo"

Si sta in ginocchio (se è possibile):

– durante la consacrazione, cioè dall'invocazione dello Spirito sul pane e sul vino, fino a "Mistero della Fede" .

Si sta in piedi:

– negli altri momenti.

 

COME RICEVERE L'EUCARISTIA

– Quando il celebrante inizia a distribuire la Santa Comunione, chi intende accostarsi si dispone in silenzio in fila verso i ministri incaricati. Se vi fossero anziani o disabili, si faranno volentieri passare avanti. Non si fa a gara per mettersi ai primi posti della fila.

– Per fare degnamente la Santa Comunione si richiedono tre cose: 
1 – Essere in stato di grazia e cioè senza peccato mortale. Quindi è fondamentale aver ricevuto il Sacramento della Confessione prima di accostarsi a quello dell'Eucaristia.
2 – Sapere e pensare Chi si va a ricevere: porsi in un atteggiamento di raccoglimento e di preghiera mentre si aspetta il proprio turno per ricevere Gesù Eucaristia.
3 – Digiuno eucaristico: per fare la S. Comunione occorre essere a digiuno da almeno un'ora. Anche chewing-gum e caramelle interrompono questo digiuno. Solo gli ammalati che devono assumere medicinali e in caso di effettiva necessità possono derogare a questa regola.

– In genere molti ricevono l'Eucaristia in mano ma questa non sempre è pulita e quindi degna di ricevere Gesù Vivo; per rispetto a Gesù, quindi, è preferibile prendere la Santa Ostia direttamente in bocca, come da esempio del Santo Padre, Benedetto XVI, quando distribuiva la Santa Eucaristia. A questo proposito, occorre ricordare che solo le mani consacrate del sacerdote sono delegate a toccare la Particola Consacrata.

«Il Corpo di Cristo appartiene ai Sacerdoti…

Esso non sia toccato da nessuno

che non sia consacrato…

eccetto in casi di estrema necessità».

(San Tommaso d'Aquino, dottore della chiesa)

– Chi intende ricevere l'Ostia in bocca, si avvicina al celebrante il quale dice «Il Corpo di Cristo», il fedele risponde «Amen», poi apre la bocca per ricevere l'Ostia consacrata e ritorna al posto. Chi intende ricevere invece l'Ostia sulla mano, si avvicina al celebrante con la mano destra sotto la sinistra, alle parole «Il Corpo di Cristo» risponde «Amen», alza un poco le mani verso il celebrante, riceve l'Ostia sulla mano, si sposta di un passo a lato, porta l'Ostia in bocca con la mano destra e poi ritorna al posto. In ambedue i casi non si devono fare segni di croce o genuflessioni. 

«Avvicinandoti a ricevere il Corpo di Cristo non procedere con le palme delle mani aperte, né con le dita disgiunte, ma con la destra fa' un trono alla sinistra, perché ricevi il Re. Con il cavo della mano ricevi il Corpo di Cristo e di' "Amen"» (Cirillo di Gerusalemme). 

– A detta dei maestri di vita spirituale, il ringraziamento o raccoglimento dopo l’Eucaristia è uno dei momenti più santificanti della vita spirituale. Dopo la Comunione ci si trattenga possibilmente per un po' in preghiera a fare il ringraziamento. Si eviti, terminata la messa, di "fare salotto" in chiesa, per non disturbare chi volesse fermarsi a pregare. Usciti dalla chiesa avremo tutto l'agio di intrattenerci con amici e conoscenti. 

– Il tuo impegno di cristiano non finisce in chiesa, ma continua in famiglia, nel lavoro, a scuola, nei luoghi della vita quotidiana, dando buona testimonianza della tua fede. Partecipa, nei limiti del possibile, alle iniziative e attività proposte dalla tua Comunità, per curare sempre di più la tua formazione spirituale e per costruire la famiglia parrocchiale, luogo di accrescimento e rinvigorimento della propria fede.

«Come i grani di frumento che sono germinati sparsi sulle colline, raccolti e fusi insieme, hanno fatto un solo pane, così, o Signore, fa' di tutta la tua Chiesa, che è sparsa su tutta la terra, una cosa sola; e come questo vino risulta dagli acini dell'uva che erano molti ed erano diffusi per le vigne coltivate di questa terra e hanno fatto un solo prodotto, così, o Signore, fa' che nel tuo sangue la tua Chiesa si senta unita e nutrita di uno stesso alimento» (dalla Didachè). 

 

FAQ (ovvero) DOMANDE FREQUENTI

  1. Chi è consapevole di essere in peccato mortale può comunicarsi dopo aver fatto un atto di contrizione con il proposito di confessarsi dopo? 

Chi è consapevole di essere in peccato grave, per quanto sia pentito, deve confessarsi prima di ricevere l’Eucaristia, a meno che non vi sia una ragione grave per accedere alla comunione unita all’impossibilità di confessarsi; nel qual caso si ricordi di porre un atto di contrizione perfetta, che include il proposito di confessarsi quanto prima.

  1. Che peccato commette chi riceve l’Eucaristia in peccato mortale? 

Chi riceve l’Eucaristia in peccato mortale commette un grave sacrilegio, in quanto profana ciò che vi è di più sacro in mezzo a noi, cioè il Corpo santissimo di Cristo. "Chi mangia il pane e beve il calice del Signore indegnamente, mangia e beve la propria condanna" (1Cor 11,29). Se ti confessi, non prepararti questionando per il turno. Approfitta dell'attesa per pregare e per fare il tuo "esame di coscienza" che è uno degli atti previ per una buona confessione, insieme al dolore dei peccati e al proponimento di non peccare più. Fa' il possibile per tenere distinto il tempo della tua Confessione e quello in cui partecipi alla S. Messa. Dopo la confessione ricordati di fare la penitenza prescritta dal sacerdote.

  1. Chi è in peccato mortale e non può quindi comunicarsi, deve ugualmente andare alla Messa nei giorni festivi? 

L’obbligo di partecipare alla Messa nei giorni festivi è distinto da quello della Comunione. Chi non è nelle condizioni di comunicarsi deve comunque partecipare alla Messa e, non potendo fare la Comunione Sacramentale, farà la Comunione spirituale recitando, al momento della distribuzione dell'Eucaristia, la seguente preghiera:

Gesù mio, credo fermamente
che sei presente
nel Santissimo Sacramento,
Ti amo sopra ogni cosa
e Ti desidero nell'anima mia,
poiché ora non posso riceverti nella Santa Comunione,
vieni almeno spiritualmente nel mio cuore.
(Pausa di silenzio)
Come già venuto, io Ti abbraccio
e mi unisco totalmente a Te,
non permettere che io mi separi mai più da Te;
Eterno Padre, per le mani della Vergine Maria,
Ti offriamo il Corpo e il Sangue Preziosissimo
di Gesù Cristo,
per il perdono dei nostri peccati,
in suffragio dei nostri defunti,
delle anime Sante del Purgatorio
e per i bisogni della Santa Madre Chiesa.
Amen.

  1. Quando è obbligatoria la Comunione? 

La comunione è obbligatoria ogni anno nel periodo pasquale, e inoltre in pericolo di morte (viatico). Chi non si è comunicato entro il periodo pasquale deve farlo al più presto. Ciò è indicato chiaramente da uno dei 5 precetti della Chiesa, che sono leggi morali obbligatorie per i fedeli della Chiesa Cattolica.

  1. Si può ricevere più volte la Comunione eucaristica in un giorno? 

Il codice di diritto canonico al canone 917 dice: “Chi ha già ricevuto la santissima Eucaristia, può riceverla una seconda volta nello stesso giorno, ma solo durante la celebrazione eucaristica alla quale partecipa”.
Pertanto chiunque può fare quando vuole la S. Comunione una seconda volta durante lo stesso giorno, purché sia fatta durante la Messa. Farla più di due volte non è consentito.

I fedeli che si trovano in pericolo di morte derivante da una causa qualsiasi, ricevano il conforto della Sacra Comunione come Viatico. Anche se avessero ricevuto nello stesso giorno la Sacra Comunione, si suggerisce comunque che quanti si trovano in pericolo di morte si comunichino nuovamente. Nel perdurare il pericolo di morte, si raccomanda poi che la Sacra Comunione venga amministrata più volte, in giorni distinti. Il santo Viatico per gli infermi non venga differito troppo; coloro che hanno la cura delle anime vigilino diligentemente affinché gli infermi ne ricevano il conforto nel pieno possesso delle loro facoltà.

  1. Si può ricevere la Comunione fuori della Santa Messa? 

La sacra Comunione deve essere ricevuta nella stessa Celebrazione Eucaristica; tuttavia a coloro che la chiedono per una giusta causa, come gli ammalati, fuori della Messa può essere data, osservando i riti liturgici.

  1. Un bambino in pericolo di morte può ricevere la Comunione? 

Per poter amministrare la santissima Eucaristia ai fanciulli, si richiede che essi posseggano una sufficiente conoscenza e una accurata preparazione, così da percepire, secondo la loro capacità, il mistero di Cristo ed essere in grado di assumere con fede e devozione il Corpo del Signore. Tuttavia ai fanciulli che si trovino in pericolo di morte la santissima Eucaristia può essere amministrata se possono distinguere il Corpo di Cristo dal cibo comune e ricevere con riverenza la Comunione. È dovere innanzitutto dei genitori e di coloro che ne fanno le veci, come pure dei parroci, provvedere affinché i fanciulli che abbiano raggiunto l'uso di ragione siano debitamente preparati e quanto prima, premessa la confessione sacramentale, alimentati di questo divino cibo; spetta anche al parroco vigilare che non si accostino alla sacra Comunione fanciulli che non hanno raggiunto l'uso di ragione o avrà giudicati non sufficientemente pronti.

  1. I divorziati risposati civilmente, gli scomunicati e gli interdetti, e gli altri che ostinatamente perseverano in peccato grave manifesto possono accostarsi alla Comunione? 

Non sono ammessi alla sacra Comunione gli scomunicati e gli interdetti, dopo l'irrogazione o la dichiarazione della pena e gli altri che ostinatamente perseverano in peccato grave manifesto.
Per quanto riguarda i divorziati risposati civilmente, “la Chiesa afferma che essi si trovano in una situazione che oggettivamente contrasta con la legge di Dio e perciò non possono accedere alla Comunione eucaristica, per tutto il tempo che perdura tale situazione”.
Questa norma non ha affatto un carattere punitivo o comunque discriminatorio verso i divorziati risposati, ma esprime piuttosto una situazione oggettiva che rende di per sé impossibile l'accesso alla Comunione eucaristica: «Sono essi a non poter esservi ammessi, dal momento che il loro stato e la loro condizione di vita contraddicono oggettivamente a quell'unione di amore tra Cristo e la Chiesa, significata e attuata dall'Eucaristia. C'è inoltre un altro peculiare motivo pastorale; se si ammettessero queste persone all'Eucaristia, i fedeli rimarrebbero indotti in errore e confusione circa la dottrina della Chiesa sull'indissolubilità del matrimonio».
Per i fedeli che permangono in tale situazione matrimoniale, l'accesso alla Comunione eucaristica è aperto unicamente dall'assoluzione sacramentale, che può essere data «solo a quelli che, pentiti di aver violato il segno dell'Alleanza e della fedeltà a Cristo, sono sinceramente disposti ad una forma di vita non più in contraddizione con l'indissolubilità del matrimonio. Ciò importa, in concreto, che quando l'uomo e la donna, per seri motivi – quali, ad esempio, l'educazione dei figli – non possono soddisfare l'obbligo della separazione, “assumano l'impegno di vivere in piena continenza, cioè di astenersi dagli atti propri dei coniugi”» .In tal caso essi possono accedere alla comunione eucaristica, fermo restando tuttavia l'obbligo di evitare lo scandalo.
In questa prospettiva, anche, il fedele che convive abitualmente con una persona che non è la legittima moglie o il legittimo marito, non può accedere alla Comunione eucaristica.
Ciò non significa che la Chiesa non abbia a cuore la situazione di questi fedeli, essa si preoccupa di accompagnarli pastoralmente e di invitarli a partecipare alla vita ecclesiale nella misura in cui ciò è compatibile. La partecipazione alla vita della Chiesa non è esclusivamente ridotta alla questione della recezione dell'Eucaristia. I fedeli che per la loro situazione non possono accedere alla comunione possono partecipare al al sacrificio di Cristo nella Messa, e anche se non possono ricevere la comunione sacramentale, possono unirsi a Lui con la comunione spirituale, con la preghiera, la meditazione della Parola di Dio, e partecipare alle opere di carità e di giustizia (Cf. Esort. apost. Familiaris consortio, n. 84: AAS 74 (1982) 185).

Home Torna Su

Seguici sui social!
Visit Us On FacebookVisit Us On TwitterVisit Us On GooglePlusVisit Us On YoutubeCheck Our Feed
Ascolta il Vangelo di oggi

Clicca Mi Piace!
Iscriviti alla newsletter!

Vuoi ricevere tutte le novità e gli aggiornamenti del sito tramite email?

Iscriviti alla newsletter 

e ricorda di confermare l'iscrizione cliccando sul link che riceverai via email. Se hai difficoltà, leggi le istruzioni QUI

Inserisci il tuo indirizzo email:
Rosari su Holyart.it