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prayer

Impariamo insieme il significato delle cinque parole ebraiche che la liturgia delle comunità ebraico-cristiane ci ha trasmesso non tradotte: Amen, Alleluia, Abbà, Osanna, Maranathà.

Sant'Agostino, nel Sermone 236, pronunciato probabilmente nella settimana di Pasqua tra il 410 e il 412 d.C., dice:

"In questo tempo del nostro pellegrinaggio diciamo l'"Alleluia" a modo di viatico di consolazione. Per adesso l'alleluia è canto di viandanti. Ma attraverso un cammino faticoso ci stiamo avvicinando a una patria piena di pace, dove, cessate tutte le nostre azioni, rimarrà solo l'alleluia. Nel cielo tutta la nostra attività sarà Amen e Alleluia. Non diremo "Amen e Alleluia" come suoni che passano, ma come trasporto dell'anima. Perché? Che cos'è Amen? Che cos'è Alleluia? Amen è: è vero; Alleluia è: lodate Dio"

AMEN

La parola Amen significa certamente, sicuramente, in verità, è così, è vero. Si tratta di un assenso pieno che indica la totale adesione a ciò che è stato detto. Nella liturgia cristiana la parola Amen è usata come risposta dell'assemblea alla fine delle preghiere liturgiche: ha il significato di esprimere l'assentimento per ciò che si è detto e per augurio che la preghiera sia esaudita. Il suo significato si lega quindi al concetto di affidamento.

ALLELUIA

La parola Alleluia significa lodare, celebrare e ringraziare il Signore. Il ringraziamento e la lode implicano sempre una narrazione in cui l'orante testimonia il bene ricevuto e le grandi opere di Dio. Nella liturgia cristiana, l'Alleluia è anche un canto presente sia nella Liturgia delle ore che nel proprio della messa, dove è cantato prima della lettura del vangelo.

ABBA'

Abbà è un appellativo – traducibile come "papà" – usato in ambito giudaico antico per rivolgersi in maniera informale al padre. Nel Nuovo Testamento, Gesù si riferisce per primo a Dio utilizzando questo termine proprio a sottolineare la familiarità con Dio Padre.

OSANNA

Osanna è la parola ebraica che ha il significato di aiutaci, salvaci. Il termine greco ὡσαννά è il saluto di reverenza e adorazione che, nel Nuovo Testamento, le folle rivolgono a Gesù Cristo che entra a Gerusalemme, Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Gli ebrei, quando si gettavano nel combattimento, come grido di guerra, per darsi coraggio e spaventare l'avversario, gridavano: "OSANNA" che vuol dire "Difendici". E' un atto di profonda fiducia. Più tardi questa parola si è trasformata in una espressione liturgica usata nelle processioni.  Il segreto di questa parola è l'ottimismo: lanciarci nel combattimento sapendo che possiamo vincere perchè Dio lotta accanto a noi.

MARANATHA'

Maranà tha è un'invocazione aramaica, che significa Vieni, o Signore o anche "Il Signore nostro è venuto". Essa è una delle invocazioni dei primi cristiani.

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